“Wings of Unity”

Un percorso di conoscenza reciproca che diventa comunione
“I risultati di questo seminario superano di gran lunga le nostre più ampie aspettative. Sono state tre giornate indimenticabili”, così si è espresso Roberto Catalano, del Centro per il Dialogo interreligioso dei Focolari, al termine del primo appuntamento del gruppo di ricerca “Wings of Unity”, che si è appena concluso a Sophia.

L’idea di ritrovarsi a Loppiano da venerdì 8 a domenica 10 luglio risale alla fine dell’aprile scorso, quando il prof. Mohammad Ali Shomali (Direttore del Centro islamico londinese/Islamic Centre of England) è stato invitato a tenere una lezione a Sophia per gli studenti del corso “Interdisciplinary Perspectives on Religions in the Contemporary World” coordinato dal prof. Frizzi, sul tema: l’unità di Dio e l’unità in Dio. Ma le radici dell’iniziativa affondano più lontano: si potrebbe parlare di una storia di amicizia, di solidarietà, di fiducia reciproca, iniziata 19 anni fa quando il prof. Shomali e sua moglie la prof.ssa Mahnaz Heydarpoor sono venuti per la prima volta in contatto con i Focolari in Inghilterra, e mano a mano cresciuta nel tempo.

Fino al viaggio dello scorso aprile, in cui il rapporto di stima e di comprensione reciproca ha condotto a immaginare una nuova tappa che rendesse possibile una comune testimonianza di fraternità, intrecciando i luoghi della vita quotidiana a quelli della ricerca accademica. E tale è stato “Wings of Unity”, con 14 partecipanti, di cui cinque musulmani sciiti; co-direttori dell’iniziativa, il preside di Sophia Coda e il prof. Shomali.

La teologa iraniana e docente alla Pontificia Università Gregoriana, Sharzad Housmand, esperta di dialogo cristiano-islamico, in più momenti ha sottolineato la novità dei contenuti che venivano proposti. Anche una studentessa di Sophia di nazionalità pachistana, Arooj Javed, cristiana, dopo aver partecipato a tutto il seminario diceva che non avrebbe potuto immaginare un tale spirito di comunione vitale e allo stesso tempo di apertura e trasparenza tra cristiani e musulmani.

Da parte cristiana, il dialogo ha preso avvio da alcuni brani di Chiara Lubich, fondatrice dei Focolari, introdotti dal prof. Coda e dal prof. Catalano, brani che tematizzano la ricerca dell’unità con tutti, quali figli di un unico Padre. Da parte sciita, il prof. Shomali è andato scavando nel Corano e nelle tradizioni successive, testi e realtà che facevano eco in modo sorprendente ai temi cristiani. Col passare delle ore si avvertiva venir meno la “durezza” della diversità, così da intravedere sempre più nitidamente la speranza che promana da un vero esercizio di ascolto e di comprensione dei rispettivi fondamenti teologici ed esperienze di vita.

Apprezzato anche l’intervento dei professori Callebaut e Ropelato, sulla fecondità di uno stile di vita che, a partire dalla centralità dell’amore, unifica i diversi ambiti umani fino a indicare nuove linee di azione per la vita sociale, economica e politica. Di seguito, i contributi degli ospiti sciiti hanno aperto ancora una volta nuovi scenari con una profonda riflessione sull’esperienza dell’unità che, in quelle giornate – usando le parole di Piero Coda – diveniva “kairos, momento opportuno”, mentre la prof.ssa Mahnaz Heydarpoor evidenziava importanti ragioni perché la formazione delle nuove generazioni al dialogo inter-religioso acquisti sempre più spazio nella vita delle comunità religiose.

E’ un’agenda di ricerca coraggiosa quella che i partecipanti al Seminario hanno sottoscritto, nella difficile fase che l’Europa attraversa, in cui le religioni vengono intese sempre più spesso come ostacoli all’incontro tra uomini e culture. Tra le iniziative di cui è parlato, anche una Summer School inter-religiosa per giovani a Sophia, in previsione nell’estate del 2017. L’obiettivo principale è quello di dare continuità al “laboratorio” di comunione e di scambio inaugurato in questi giorni: “Dopo tanti anni – è ciò che ha detto in conclusione una delle partecipanti musulmane – spesi a costruire la fiducia tra noi, ora le nuove generazioni non devono attendere: vogliamo fare tutto ciò che è possibile perché possano sperimentare l’unità che ci ha colmato cosi intensamente cuore e mente”.

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