“Trinità e linguaggio della forma estetica”

11-13 gennaio 2018. Si è concluso a Sophia il Seminario “Trinità e linguaggio della forma estetica: figure e sentieri”, frutto dell’accordo di collaborazione tra il Dipartimento di Ontologia Trinitaria dello IUS e la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica di Buenos Aires.

Per l’occasione sono giunti a Loppiano quattro docenti dell’istituzione argentina: il decano Javier Roberto González insieme a Cecilia Avenatti de Palumbo, Alejandro Bertolini e Carlos Avellaneda, accolti da un gruppo di docenti e ricercatori dello IUS, a nome di tutta la comunità accademica.

L’evento si è aperto con il benvenuto del preside Piero Coda, seguito da un breve aggiornamento sulle relazioni vigenti tra le due università. Dopo di lui, il prof. Gonzalez ha fatto accenno al valore dell’incontro personale lungo il cammino del sapere, ricordando che la visione gerarchica dei saperi non implica una gerarchia tra persone che si impegnano in diverse discipline: «Il dialogo non è mai tra saperi, tra culture o tra religioni; esso avviene solo tra persone in carne ed ossa. Le dottrine possono essere messe in relazione in modo asimmetrico; i sostenitori delle dottrine, le persone, devono invece porsi sempre su un piano relazionale simmetrico».

Significato ed obbiettivo del seminario era quello di pensare la forma estetica come fonte di una nuova gnoseologia che metta al centro un’ontologia trinitaria, ovvero – secondo le parole di H. U. von Balthasar riportate nell’introduzione dalla prof. Avenatti – che muova dal fatto che «la bellezza è il linguaggio dimenticato dell’Essere».

Il dialogo si è mosso a partire da Agostino d’Ippona, nel cui pensiero il prof. Coda ha individuato l’invenzione dell’ontologia trinitaria nell’incontro tra il pensiero classico e la novità cristiana. Di grande interesse le provocazioni suscitate dalla lettura dell’estetica in chiave trinitaria nel pensiero di teologi e filosofi: Agostino, Origene, Rosmini, Kierkgaard, Stein, Lévinas, Balthasar, fino a Klaus Hemmerle.

Uno dei momenti di maggiore profondità è stata la lezione pubblica tenuta dal prof. González, che ha guidato i presenti nella lettura del poema “La notte oscura” di Giovanni della Croce – “il più grande poeta del Secolo d’Oro spagnolo” secondo le parole dello stesso González – rintracciando nei versi del mistico carmelitano una vera e propria “ontologia del darsi” espressa dal gioco d’amore reciproco tra l’Amato e l’Amata.

In chiusura, nel delineare le prospettive apertesi nel dialogo, si è voluto evidenziare che l’ontologia trinitaria, per non tradire il proprio spirito, deve essere mariana: deve cioè, come Maria, offrirsi come spazio per l’emergere del Logos. Una nuova esperienza estetica – che è esperienza mistica – non va letta con le categorie di una vecchia ontologia ma con quelle di una nuova, dove l’essere non va più concepito come qualcosa di statico, ma come un essere che si dà nella forma della relazione perché esso stesso è relazione.

Testimoniano l’esperienza vissuta nei tre giorni di seminario le parole conclusive del prof. González: «Grazie a tutti voi, mi sono sentito a casa», alle quali il prof. Coda ha risposto: «Questa, professore, è casa vostra».

A questa prima tappa che attua l’accordo di collaborazione tra IUS e Università Cattolica di Buenos Aires, seguirà un secondo seminario presso la sede dell’Università argentina nel prossimo mese di settembre.

Raul Buffo

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