“Veritatis Gaudium”: da papa Francesco l’invito ad una rivoluzione culturale

E’ stata presentata nella mattinata del 29 gennaio la Costituzione Apostolica “Veritatis gaudium” di Papa Francesco, che promulga la nuova normativa sugli istituti di studi ecclesiastici, alla quale è soggetto anche l’Istituto Universitario Sophia. Alla presentazione presso la Sala Stampa del Vaticano è intervenuto, insieme al cardinale Giuseppe Versaldi, prefetto della Congregazione per l’educazione cattolica, e a Vincenzo Zani, Segretario della medesima Congregazione, anche il Preside di Sophia, Piero Coda, membro della Commissione teologica internazionale. E’ stato lo stesso pontefice a premettere nel documento come, a distanza di 40 anni, in fedeltà agli orientamenti del Concilio Vaticano II e come sua attualizzazione, si rendesse necessario e urgente un aggiornamento della Costituzione Apostolica “Sapientia christiana”, promulgata da Giovanni Paolo II nel 1979.

“Veritatis Gaudium” si ispira a quella che Francesco definisce l’esigenza prioritaria di oggi anche e soprattutto per gli istituti di ispirazione cristiana, chiamati a “giocare un ruolo strategico” per un adeguato rinnovamento del sistema degli studi. Una vera e propria “rivoluzione culturale”, la missione indicata dal documento, lontano da autoreferenzialità o incomprensibilità. Il papa scrive in proposito: “il teologo che si compiace del suo pensiero completo e concluso è un mediocre”.
Il testo si compone di due parti: nella prima, stabilisce quattro principi cardine. Nella seconda sono invece contenute le norme comuni, speciali (per le facoltà di teologia, diritto e filosofia) e le norme finali.

I criteri di fondo per un rinnovamento e un rilancio del contributo degli studi ecclesiastici” riguardano: la contemplazione del mistero, che comporta la necessità di vivere come Chiesa la ‘mistica del noi’, ascoltare nel cuore e far risuonare nella mente il grido dei poveri e della terra”, e il dialogo a tutto campo, non come mero atteggiamento tattico – precisa il Papa – ma come esigenza intrinseca per fare esperienza comunitaria della gioia della Verità e per approfondirne il significato e le implicazione pratiche”. Un’autentica cultura dell’incontro, infatti, tesse continui scambi tra le diverse culture e comporta la necessità di “rivedere” anche i “curricula”.

Come terzo criterio, Francesco indica quello di offrire una pluralità di saperi, non solo all’interno del sistema degli studi ecclesiastici, garantendogli coesione insieme a flessibilità, organicità insieme a dinamicità; ma anche in rapporto al frammentato e non di rado disintegrato panorama odierno degli studi universitari e al pluralismo incerto, conflittuale e relativistico, delle convinzioni e delle opzioni culturali”. E, quarto criterio ineludibile, quello di “fare rete tra le diverse istituzioni (…) attivando con decisione le opportune sinergie anche con le istituzioni accademiche dei diversi Paesi e con quelle che s’ispirano alle diverse tradizioni culturali e religiose, dando vita al contempo a enti specializzati di ricerca finalizzati a studiare i problemi di portata epocale che investono oggi l’umanità”.

“Si tratta di un documento di alto profilo programmatico destinato, si può presumere, a dispiegare un’efficacia a lunga gittata sugli studi ecclesiastici e più in generale sull’impegno culturale d’ispirazione cristiana” – ha affermato Piero Coda. “Papa Francesco discerne l’appello che scaturisce dal cambiamento d’epoca che viviamo e delinea le coordinate di una progettualità accademica al tempo stesso di vasto respiro e di puntuale concretezza. La cruciale urgenza dell’oggi – ha continuato citando Edgar Morin – è ‘ripensare il pensiero’: la sua natura, le sue forme, i suoi obiettivi, la sua trasmissione, la sua forza plasmatrice dell’ethos e della gestione delle sfide sociali e ambientali”.

Un invito al rinnovamento dunque per tutte le strutture culturali d’ispirazione cristiana come Sophia, definite da Francesco nel documento “provvidenziali laboratori culturali d’imprescindibile valore” per “costruire leadership che indichino strade” fin dal presente.

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