“Papa Francesco è venuto soprattutto ad ascoltarci.”

Natacha Razava, dottoranda a Sophia, del Madagascar, dal 19 al 27 marzo ha rappresentato l’Istituto insieme a Mena Yousef dell’Egitto all’Assemblea dei giovani in Vaticano convocata da papa Francesco, in preparazione del prossimo Sinodo dei vescovi. Il suo racconto di quelle giornate.

«Ogni giovane ha qualcosa da dire: nella società e nella chiesa, ci ha detto Papa Francesco. Ci ha chiesto di parlare con coraggio e ci ha autorizzato a parlare senza filtri: “perchè ognuno ha il diritto di essere ascoltato, come ognuno ha il diritto di parlare”. Il Papa ha parlato così anche a me: non potevo crederci, e invece c’ero anch’io ad ascoltarlo.
L’invito che ho ricevuto a partecipare all’assemblea pre-sinodale mi ha sorpreso molto; non mi aspettavo un regalo di questo genere. Però, finché non sono entrata in quella sala, non mi sono resa conto di quanto fosse grande la possibilità e la responsabilità di partecipare a quella riunione. Perché il pre-sinodo è un passo avanti nella concezione della chiesa del futuro e del suo mandato a evangelizzare. E’ una testimonianza della considerazione e della fiducia della chiesa e in particolare del Papa verso i giovani di oggi.
Ogni giovane ha qualcosa da dire, dice il Papa. E’ così da sempre, però i giovani del 2018 hanno avuto questo dono speciale, esprimere ad alta voce davanti al mondo e alla chiesa le loro sfide, le loro scelte, la loro volontà di partecipare alla vita della chiesa e di prendere parte alle decisioni che riguardano il suo futuro.
Il momento con il Papa è stato un momento speciale, completo. Tanti, al giorno d’oggi, parlano del Papa, ma è necessario incontrarlo per capire quanto sia autentico, la sua personalità, il suo coraggio, la sua passione per la verità, il suo amore concreto per i giovani, la sua dedizione alla chiesa e la sua umanità. Ogni Papa è pensato da Dio per il suo tempo e sono molto felice che ancora una volta lo Spirito Santo ci abbia dato un Papa per questo tempo. Anche il suo senso dello humour mi ha molto impressionato, perche gli permette di farsi capire da tutti e di trasmettere un messaggio forte con una leggerezza straordinaria.
Francesco non è venuto soltanto a portare il suo messaggio, è venuto sopratutto ad ascoltarci. Così, dal primo giorno, si è già avviato un metodo intenso di dialogo e di ascolto profondo tra tutti.
I lavori di gruppo sono un momento unico di intelligenza collettiva. Come studentessa di Sophia, mi interessa molto constatare quante risposte possiamo offrire ad una stessa domanda e quanto siano complementari le risposte di ognuno, in ciascun gruppo e tra i gruppi. Ho capito anche quanto sono diversi tra loro i giovani del mondo, le situazioni da cui proveniamo, e allo stesso tempo, quanto si assomiglino le nostre aspirazioni, la nostra esperienza di fede e, soprattutto, come sia unica la nostra umanità. Ogni regione del mondo ha le sue sfide e i suoi punti di forza, e questi punti di forza sono anche una risposta alle domande di altri. Avevo sentito usare molte volte l’espressione “la diversità è una ricchezza”, ma al pre-sinodo sto sperimentando il valore di questa espressione. Ogni esperienza è una risposta ad altre sfide.
Lavorare in gruppo mi ha confermato che la chiesa e la società sono legate, che la dimensione spirituale cammina insieme a quella materiale. Nei paesi in via di sviluppo, la chiesa non può ignorare problemi come la salute, l’educazione, ecc. Senza dimenticare però la sua missione spirituale. Come diceva già Benedetto XVI: non c’è differenza tra la chiesa e una ONG caritativa se la chiesa non testimonia il vangelo.
Il pre-sinodo non è ancora finito, ma sono già molto ottimista. Il Papa ci ha detto che Dio, in tante occasioni, “ha voluto parlare per mezzo dei giovani”: è il caso di Samuele, di Davide, di Daniele. Dio ama i giovani e anche i giovani amano Dio, ma attendono una chiesa e una società che permetta loro di manifestare questo amore. Una chiesa, e una società, che apprezzi il loro entusiasmo a volte abbondante, che incoraggi i loro sforzi, che stimi la loro audacia, che valorizzi la loro passione e, soprattutto, sia sincera con loro.»

(foto: giovani di vari Paesi con papa Francesco, al termine della Messa in piazza San Pietro che ha concluso la settimana di lavoro)

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