“Tecnocrazia e populismo, verso dove?”

Seminario interdisciplinare d’Istituto

Scoprire che le informazioni di milioni di persone, “i nostri dati”, sono stati venduti e messi in mano a qualche esperto di marketing o neuroscienze, in modo da stimolare percorsi persuasivi, o condurre gli utenti ad assumere comportamenti mossi da determinati emozioni o sentimenti che sfuggono ad ogni controllo; scoprire che persino a tavolino si possono “creare” processi politici che rinforzano nuove forme di proposta politica, come il populismo, indicati come importanti conquiste o maturazioni del cammino democratico, sono solo alcuni degli elementi che mostrano quanto sia attuale la domanda che sta all’origine del seminario interdisciplinare 2018 organizzato dall’Istituto Universitario Sophia venerdì 23 marzo. Si tratta di un appuntamento annuale che vede radunata tutta la comunità accademica per riflettere e aprire nuove piste di pensiero in una prospettiva interdisciplinare.

Il programma, ricco e articolato, prevedeva due tavole rotonde. La prima, “Tecnica o Tecnocrazia, le sfide dell’oggi”, guidata da Sergio Rondinara, epistemologo, si è interrogata sulle implicazioni di un approccio tecnicistico pervasivo, che condiziona molte dimensioni della vita: dalla politica alla teologia, dalla sociologia al dominio delle logiche economiche e finanziarie. Si tratta di un contesto epocale, che richiede uno sviluppo maggiore di riflessione e interiorità, proprio perché tali dimensioni, tra le altre, permetteranno all’essere umano di mantenere il proprio spazio di libertà e di azione nella società.

La seconda tavola rotonda, caratterizzata dal titolo “Populismo e democrazia. Costruzione e decostruzione della persona nei processi di partecipazione politica”, è stata coordinata dal professore Antonio Maria Baggio, filosofo politico. Il dialogo a più voci ha messo in evidenza le molteplici dimensioni che si “nascondono” dietro il fenomeno populista, le quali, servendosi di processi comunicativi e delle suggestioni psicologiche applicate alle masse, rinforzano l’immagine del leader ‘salvatore’ e spesso, partendo da risposte basiche e primarie a bisogni fondamentali, sfociano in processi totalitaristi che il più delle volte privano il popolo di quel potere che i meccanismi democratici vorrebbero contribuire a garantire.

Il fecondo lavoro in gruppi svoltosi nel pomeriggio ha permesso d’intravvedere possibili piste aperte alla ricerca. La giornata di seminario, ancora una volta, ha mostrato che l’interdisciplinarietà costituisce molto più che un principio epistemologico; rappresenta l’esigenza naturale di ogni sapere che si trova dinanzi al proprio limite, nella necessità di dare risposte a problemi complessi come quelli del mondo di oggi. Sin dal suo nascere, Sophia ha compreso che guardare la realtà dalla “sapienza” esige il superamento della frammentazione dei saperi, che oggi appare ineluttabile per quanti sottolineano in maniera eccessiva i riflessi dell’iper-specializzazione. Questo tipo di ricerca, tuttavia, chiede, oltre alla conoscenza profonda della propria disciplina, anche la condivisione di metodi e linguaggi che nascano dal lavoro interdisciplinare.

Molto più, dunque, che un appuntamento dettato dal calendario, il seminario si è dimostrato una vera sfida e un cantiere aperto.

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