Religioni in dialogo su profezia e missione oggi

Il progetto di dialogo e collaborazione Wings of Unity compie 2 anni in occasione del quinto seminario internazionale a Sophia

Il 16 aprile l’Istituto Universitario Sophia ha accolto la quinta tappa del progetto di dialogo e collaborazione Wings of Unity, che da due anni vede coinvolti docenti ed esperti del mondo cattolico e sciita. Promotori del progetto, oltre allo IUS, l’Islamic Centre of England di Londra e il Risalat International Institute di Qum. Il percorso, co-diretto da Piero Coda e Mohammad Shomali compie 2 anni, nei quali sono state percorse piste innovative nell’ambito del dialogo interreligioso attraverso seminari, conferenze pubbliche, summer school e pubblicazioni.

Questa volta, l’Aula Magna di Sophia ha riunito una quarantina di persone, studiosi e studenti cattolici e sciiti, provenienti da diverse nazioni del Medio Oriente, dell’Europa, dell’Africa e del Nord America, che hanno animato le diverse sessioni di lavoro. Il tema del seminario ha approfondito il ruolo della missione nella profezia e nelle religioni oggi, a partire da quanto esprimono la tradizione cristiana e l’Islam, nel clima di profondo ascolto e unità che caratterizza la metodologia e l’anima del percorso.

Hanno aperto i lavori Mohammad Shomali, con un intenso momento di preghiera, e Piero Coda, preside dello IUS, con il punto della situazione sui passi fatti e sul senso del progetto: “Viviamo la gioia di incontrarci e di fare un percorso insieme in un momento così tragico per l’umanità: una gioia che è responsabilità e che ci chiede una rivoluzione, spirituale, culturale e sociale”. Ha continuato: “Wings of Unity è una punta di diamante che Dio ci ha consegnato. Nasce da un patto di alleanza reciproca che oggi stringiamo nuovamente. Oggi vogliamo imparare gli uni dagli altri, ascoltando cosa Dio ha detto nelle nostre religioni attraverso i profeti. E per ascoltare Dio ci ascoltiamo reciprocamente: ognuno di noi è eco della parola che Dio ha detto”.

La giornata è proseguita con gli interventi di Vincenzo Di Pilato, docente di dialogo interreligioso che ha presentato gli elementi per una teologia cristiana della storia della profezia; Shahnaze Safieddine, ricercatrice sciita (ospite a Sophia per un periodo, nello scorso autunno, dove ha impostare la sua ricerca di dottorato) che ha parlato della verità come di un elemento essenziale per la nostra missione e per il nostro dialogo; Roberto Catalano, co-direttore del Centro per il Dialogo Interreligioso del Movimento dei Focolari, che ha ricordato la missione e la testimonianza nella profezia di Chiara Lubich; e infine lo stesso Mohammad Shomali, che ha approfondito la missione dei profeti e la missione delle religioni nell’Islam.

I lavori si sono conclusi con un solenne momento di silenzio, che ha raccolto i presenti nel pensiero e nella preghiera, guardando al difficile momento in cui l’umanità si trova immersa, e nella dimensione della speranza. A ragione, non è apparso fuori luogo reinterpretare anche l’immagine che spesso si utilizza quando pesanti circostanze esterne sembrano prevalere: “Qualcuno potrebbe dire che ci troviamo ad attraversare un tunnel oscuro sapendo che infine usciremo alla luce; in realtà non è così: la luce ci accompagna già, non la scorgiamo solo in fondo, all’uscita dal tunnel, perchè l’esperienza che viviamo è già luce che illumina…”

La giornata di studio si è svolta nel più ampio contesto della visita organizzata dal 15 al 18 aprile alla cittadella di Loppiano, dove si situa anche l’Istituto universitario Sophia, visita che ha offerto al gruppo di amici musulmani la possibilità di conoscere in modo più approfondito anche l’originale convivenza multi-culturale che è animata dal carisma di Chiara Lubich.

Ora il progetto continua: il prossimo dicembre Sophia si farà promotore di un’intera settimana di formazione per giovani cristiani e musulmani sul tema dell’unità e del dialogo, per continuare a formare leader del presente e del futuro capaci di superare le fratture tuttora presenti, per costruire una società mondiale in cui l’esperienza di Dio sia luogo e testimonianza di unità e pace.

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