Welcome day 2018 a Sophia: un nuovo patto per l’antico sogno di un’università unica nel suo genere

Una vivace carrellata di saluti e presentazioni ha aperto il welcome day 2018 dell’Università di Sophia, riempiendo la lavagna dell’aula magna dell’istituto di scritte di benvenuto davvero originali. Sì,  quest’anno possiamo dirlo: Sophia ha ospitato studenti e ricercatori dai cinque contenti… dato che anche dall’Australia, grazie a Teresa, ha completato la rappresentanza dai quattro angoli globo. Un altro primato è detto da una presenza dall’Etiopia, mentre hanno raggiunto Sophia due dottorandi, rispettivamente dallo Yemen (di credo musulmano) e dal Giappone (di culto buddista, appartenente al Movimento Risso-Kosei- Kai): testimonianza concreta di un cammino di dialogo a 360°, caratteristica  originaria fondante dell’istituto fondato da Chiara Lubich.

Dopo una profonda introduzione del preside, Piero Coda, l’assemblea ha concentrato la sua attenzione tornando al momento fondativo: quel 15 agosto 2001 in cui proprio Chiara Lubich radunò una cinquantina di giovani studenti per confidare loro il suo sogno di un’originalissima università e dare loro le chiavi per entrare in quella esperienza, così innovativa e particolare nello stile, nell’approccio e nella vita quotidiana.

L’esperienza accademica di Sophia è al suo undicesimo anno, caratterizzata da alcune note diversificanti che sono state oggetto di approfondimento nel pomeriggio: è stata evidenziata e rinnovata la proposta di aderire ad un progetto accademico centrato sull’esperienza di una comunità di studio in cui si condividono ricerca, pensiero e vita, non solo tra studenti di diversa provenienza, ma anche tra studenti, docenti e personale dell’Istituto. Si è proposto di solennizzare insieme quel patto di reciprocità che solo può sostanziare una simile, originale esperienza, sottolineando l’importanza di alimentarlo regolarmente con momenti di condivisione.

Infine, un doppio arcobaleno a tutto cerchio comparso nel cielo di Loppiano proprio al termine della Messa ha “sigillato” plasticamente il nuovo patto! A detta unanime, non poteva esserci segno più bello: quasi che il cielo sulla cittadella volesse concorrere a sottolineare la sacralità di quel momento e porre sotto una speciale protezione questo anno accademico che inizia, come ormai da tradizione, l’auspicio di vivere grazie all’impegno protagonista di tutti i partecipanti.

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