Festival dell’Economia Civile a Campi Bisenzio, nel segno di Sophia

Negli scorsi 15, 16 e 17 Novembre, il comune della piana fiorentina di Campi Bisenzio ha ospitato la terza edizione del Festival dell’Economia Civile, un appuntamento che ha visto amministratori, imprese, associazioni, cittadini ed una pluralità di attori interessati ad apprendere e applicare quei principi con i quali l’economia  può tradurre l’idealità in azioni concrete atte a migliorare le proprie comunità, ove emerge la necessità di garantire uno sviluppo che non metta in conflitto ambiente e benessere economico, apertura e paura, solidarietà e egoismo.

L’Economia Civile, uno dei cardini all’interno della didattica inter- e transidsciplinare di Sophia, affonda le sue radici nel pensiero economico nato in Toscana nel 1400 durante l’umanesimo civile. Una tradizione continuata fino a che nel 1753 l’università di Napoli non istituì la prima cattedra al mondo di economia civile: dal capoluogo campano, il filone di studio si è diffuso arricchendosi e corroborando un’idea di base che rifiuta l’assunto antropologico dell’homo hominis lupus che sta al centro del paradigma dell’economia politica. Per l’economia civile l’assunto tracciato invece da Antonio Genovesi, padre dell’economia civile, è homo homini natura amicus, ossia l’uomo per natura amico dell’altro uomo.

Da queste differenziazioni derivano una serie di conseguenze sul piano della fiducia, delle relazioni e della stessa impostazione delle scelte di mercato, dove reciprocità, dono e felicità diventano parametri basilari e produttivi per la comunità. Il Festival di Campi, che ha registrato la presenza di più di 3500 persone in quattro giorni e l’interessamento di 70 comuni, ha traccia una rotta interessante capace di coinvolgere, tra le altre sigle, Legambiente, Anci, Regione Toscana, Città metro, Scuola di Economia Civile, Unicoop, Alia, Cesvot, Arci, Mcl, Fondazione cuore si scioglie, Slow food, Finanza etica, Istituto Gramsci, Novo modo.

Tra i principali propulsori dell’iniziativa, Giorgia Salvatori, primo assessore in Italia ai Distretti dell’Economia Civile, con un intenso trascorso all’Istituto Universitario Sophia, dove ha conseguito nel 2012 la laurea magistrale discutendo una tesi di Economia Civile, prima di fare esperienza di lavoro presso il Polo Lionello Bonfanti di Figline Incisa Valdarno, sede della Scuola di Economia Civile, e la stessa Sophia, dove ha ricoperto il ruolo di addetta alla relazioni esterni. Interpellata rispetto al ruolo di Sophia nel merito della sua formazione, ha subito premesso: “A Sophia ho scoperto l’economia civile non solo nei suoi contenuti ma anche nella sua alta realizzabilità come processo di cambiamento possibile. L’altro aspetto che ha giocato un ruolo fondamentale e che mi porto dietro dell’esperienza accademica è legato alla cultura e alla pratica delle relazioni, fondata nell’attenzione all’altro, alla potenzialità che esprime e che si traduce in progettualità e azioni: l’altro inteso non come singolo individuo ma come persona inserita in un contesto di comunità”.

Un percorso poi tradottosi nell’approdo all’esperienza politica. “L’opportunità politica non era inizialmente nei miei piani – confida: –si è verificata dopo una campagna elettorale che ho affrontato con entusiasmo per il sindaco Fossi e che evidentemente è andata molto bene. Dopo quattro mesi, anche se ancora pochi, posso dire che si tratta di un’esperienza molto gratificante, dove le radici di Sophia trovano grande attuazione, come ho raccontato circa un mese fa agli stessi studenti del corso di Analisi Pubbliche a Sophia, su invito della vicepreside Daniela Ropelato.

Agli studenti ho espresso la mia convinzione – conclude –che l’esperienza di Sophia elevi molto il nostro pensiero, che poi dobbiamo essere bravi a calare nelle nostre realtà di riferimento: è nei nostri territori, immersi in un tessuto culturale, sociale, economico e politico, che dobbiamo dare risposte alte e profonde ma al contempo concrete rispetto ai bisogni delle persone che ci chiedono conto del nostro agire. Posso dire che Sophia offre la possibiltà di questo doppio sguardo: alto ma che penetra la realtà, come abbiamo cercato di esprimere attraverso il festival svoltosi a Campi Bisenzio”.

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