Sophia oltreoceano

Passi avanti verso la costituzione della sede latinoamericana dell’Istituto Universitario Sophia.

Dal 18 al 23 marzo, si sono ritrovati a Loppiano i membri della Commissione di Sophia in America Latina e Caraibi (Sophia/ALC), creata alla fine del 2017. Dopo questi anni di intenso lavoro, la Commissione ha presentato al Senato Accademico dell’Università, il frutto del proprio lavoro: un regolamento che definisce le finalità, gli organi di governo, il profilo dei professori e degli studenti, l’offerta accademica, la sostenibilità, il piano di comunicazione e quello accademico. Tutto il progetto è stato approvato.

Ma come è nata questa idea?

«I giovani che vengono alla Mariapoli Lia – ci racconta Osvaldo Barreneche, dottore in storia dell’America Latina, docente presso l’Universidad de la Plata, argentino – per fare un’esperienza di vita e di studio alla luce del carisma dell’unità, ci chiedevano già da tempo come si sarebbe potuto dare un riconoscimento accademico alla formazione che ricevono. Nel 2012, con la visita alla cittadella di Maria Emmaus Voce, presidente del Movimento dei Focolari, nasce l’idea di dare vita a delle “summer school”, che si sono svolte negli anni successivi, in Argentina, Brasile e Messico».

Grazie a queste “summer school” molti giovani latinoamericani entrano in contatto con Sophia e con i suoi docenti. Contemporaneamente si costituisce un gruppo di professori che, insieme a quelli di Sophia, sostengono questa esperienza. A questo punto è quasi naturale la proposta che fa Piero Coda, preside dell’Università, nel 2015: far nascere una sede di Sophia in America Latina. Dicono i professori latinoamericani: «Era l’espressione di un “sogno” – come è stato definito in particolare dai giovani – che Sophia cioè incontrasse la realtà del continente, segnato dalla sua comune storia, dalla religiosità del suo popolo, dalla sua ricca diversità, dalla sua socialità, dai suoi saperi. E che venisse incontro alle sue sfide nel campo della giustizia sociale, dell’inclusione, dello sviluppo sostenibile, dell’ecologia integrale, dell’interculturalità».

Non, quindi, una versione bis di Sophia-Loppiano, ma una Sophia “colorata” dalle sfide del continente.

«Per metterci al lavoro – continua Osvaldo Barreneche – abbiamo costituito una struttura a circoli concentrici: una commissione formata da 7 persone di vari paesi, poi un Consiglio consultivo con 10 persone, 2 per ognuna delle 5 zone in cui è suddiviso il Movimento dei Focolari in America Latina, e infine un gruppo di 60/70 professori o ricercatori di tutto il continente latinoamericano, che hanno partecipato all’elaborazione del progetto. Naturalmente eravamo sempre in stretto contatto con la sede di Loppiano».

«Una delle novità – interviene Maria Goretti Rodrigues, brasiliana, dottore in Scienze sociali, dell’Università Fernando Pessoa di Porto – è che si tratterà di un’unica sede distribuita su tre diversi campus: Argentina, Brasile e Messico, nelle rispettive cittadelle. Per essere realisti, conoscendo la situazione dei nostri paesi, abbiamo pensato ad una formula che alterni la modalità presenziale e quella semi-presenziale. Siamo certi, infatti, che tra i nostri studenti ci saranno anche dei lavoratori per i quali sarà necessario pensare a delle lezioni online. Ovviamente, per gli studenti che provengono da altri paesi, ci sarà la possibilità delle residenze nei campus stessi».

E quali facoltà si apriranno?

«Per le leggi vigenti in Brasile – continua Maria Goretti Rodrigues – noi dovremo iniziare con il primo ciclo di studi, mentre in Argentina e in Messico si apriranno dei corsi di specializzazione. Le discipline, in Brasile, saranno nell’area delle scienze sociali e umane, mentre negli altri due campus si potrà conseguire il master in ecologia integrale e interculturalità. Ci sembrano importanti questi temi, sia per rispondere alle esigenze del nostro continente che al desiderio espresso dal Papa nell’enciclica “Laudato si’”».

Il nuovo capitolo verso la messa in atto di Sophia America Latina, si aprirà con l’istituzione degli organi di governo e con la riunione del primo nucleo di collaboratori, presso la Mariapoli Ginetta in Brasile, dal 1° a 5 maggio prossimo.

Insomma, Sophia cresce, mantenendo però la bussola ben orientata. La direzione? Quella tracciata da Papa Francesco il 10 maggio a Loppiano: «Offrire un contributo competente e profetico alla trasformazione missionaria della Chiesa e alla visione del nostro pianeta come un’unica patria e dell’umanità come un unico popolo, fatto di tanti popoli, che abita una casa comune».

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