“La democrazia del XXI secolo in Europa”: legittimazione e consenso, disinformazione e fake news, rule of law, potere del mercato nell’UE, le politiche dell’immigrazione, le domande delle nuove generazioni, gli obiettivi del 2030 e la global governance… Sono alcuni dei temi che hanno attirato gli studenti del corso avanzato di Scienza politica a partecipare alla Conferenza internazionale “The State of the Union”, IX edizione, promossa a Firenze dall’Istituto Universitario Europeo di Fiesole/EUI (2-4 maggio 2019). Una felice occasione per un’immersione nell’attualità del continente, alla vigilia di una scadenza elettorale che vede più di 400 milioni di cittadini europei prepararsi ad eleggere il nuovo Parlamento.

In questi mesi, l’integrazione economica, sociale e politica dell’Unione Europea non può non rappresentare un punto focale, anche per quanti stanno percorrendo un cammino simile in altre regioni del mondo. E se l’appello per una presenza europea più forte sullo scenario internazionale è ampiamente condiviso, con la stessa forza, questi giovani che provengono da Colombia, Brasile, Australia, Burundi, Rwanda e Madagascar, chiedono anche che le istituzioni europee sostengano un disegno democratico sempre più ricco di valori, coerente con le sue finalità ed equo.

Le questioni che reclamano un maggior grado di interdipendenza tra le diverse aree continentali sono numerose. Non pochi politologi oggi affermano che il deficit democratico più consistente è quello che vede sistemi che sono nazionali fronteggiare sfide che sono di per sé transnazionali. Analisi che non fanno che confermare l’orientamento che anche a Sophia cresce sul piano della ricerca: studiare con approccio interdisciplinare nuovi modelli di governance locale e globale, oggi esigiti sia da una politica e da una cultura giuridica che si ispira a categorie relazionali, che da quanti operano nell’ambito di una economia civile e di comunione, o per una comunicazione generativa. E’ stato così in occasione del recente Convegno internazionale “Mutual Responsibility in Cities today” (17-20 gennaio 2019) che ha avanzato l’idea di un modello innovativo espresso dal termine “co-governance”.

Altro tema, altro interrogativo. La bruciante ferita delle interferenze nel voto, verificatesi di recente in più occasioni, come il referendum sulla Brexit e le elezioni negli Stati Uniti, impone di affrontare come un dovere politico il grande tema dei cambiamenti dell’information & communication system. Mentre Facebook ha 2 miliardi di utenti attivi al mese e sul pianeta circolano 5 mila tweet al secondo, mentre i flussi comunicativi isolano le persone costruendo comunità isolate, fortemente dipendenti, è urgente aprire un discorso – e un percorso – diverso: annodare e riannodare reti di fiducia, di riconoscimento reciproco solidale, di corresponsabilità. Con una artigianalità che può sembrare impotente, ma non lo è: è la storia a dimostrare il coefficiente di imprevedibilità di tanti eventi collettivi che, coltivati con pazienza, emergono come un fiume carsico lontano dal rumore prodotto dai grandi poteri e che sovvertono ciò che appare immodificabile.

“Partecipare a ‘The State of the Union’ offre ogni anno uno sguardo ampio sulla situazione in Europa – è Daniela Ropelato a commentare, coordinatrice del Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche -, ma anche sulla straordinaria funzione delle università, di quelle ricche di storia e di risorse, ma anche di quelle più giovani come Sophia: l’accademia infatti non svolge il suo ruolo solo nell’ambito della ricerca e dell’insegnamento, ma anche quando diventa luogo di dialogo pubblico, vettore di dibattito per promuovere cambiamento. Ed è ciò che anche a Sophia ci candidiamo a fare ogni giorno”. Con la convinzione che la resilienza produce conseguenze più solide e a lungo termine se e dove ci sono attori collettivi che sanno operare in sinergia.

Un piccolo segno in questa direzione? E’ stato così pochi giorni fa, quando gli studenti di Sophia si sono fatti promotori di un “Giovedì culturale” particolarmente riuscito, con Roberto Catalano, docente di Teoria e prassi del dialogo inter-religioso, esperto qualificato a livello internazionale, che ha ricordato il Mahatma Gandhi come portatore e testimone di un carisma; sarà così tra qualche giorno con l’invito a partecipare ad una serata di dialogo a 360 gradi, che vedrà Alberto Lo Presti, docente di Teoria politica, oltre che direttore della Rivista Nuova Umanità e del Centro Igino Giordani, presentare il percorso dell’integrazione europea.

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