Anche quest’anno siamo tornati tra le Dolomiti della valle del Primiero, in provincia di Trento, dove dal 14 luglio al 11 agosto più di 2600 persone provenienti da 38 Paesi, nella maggior parte europei, hanno dato vita alla Mariapoli Europea, un’esperienza di fraternità e di unità, stimolo inequivocabile al processo di unificazione del continente.

Proprio in quella valle, a Tonadico, 70 anni fa c’erano Chiara Lubich e un gruppo di giovani con lei, che, a partire dagli anni Quaranta, nel Trentino e poi via via in Italia avevano condiviso la riscoperta del Vangelo. E sempre nel Primiero, anno dopo anno nelle settimane estive, intorno a loro aveva preso forma la Mariapoli, una convivenza temporanea offerta a persone di età, culture, fedi diverse, attratte da quella esperienza di Dio. Poi, dal 1959 la Mariapoli è andata moltiplicandosi in tutto il mondo.

Nei mesi estivi degli ultimi anni, è stato quasi il “genius loci” di uno straordinario ambiente naturale e culturale a richiamare di nuovo nel Primiero tanti che hanno partecipato alle numerose iniziative culturali che Sophia ha voluto promuovere tra le Dolomiti a partire dall’estate del 2011; l’ultima è stata la Summer School “Wings of Unity” con gli amici musulmani.

Del tutto naturale, quindi, ritrovare alla Mariapoli Europea 2019 anche alcuni docenti e studenti di Sophia, a camminare con tutti sulle alte vie, così come a ragionare di relazioni internazionali, di economia di comunione e di co-governance delle città contemporanee.

Che l’impatto della vita del Vangelo non si fermi alla sfera privata lo ricorda anche il fatto che, il 10 agosto – giornata conclusiva della Mariapoli -, il sindaco di Primiero abbia intitolato una strada di Tonadico a Chiara Lubich e, qualche ora dopo nella Pieve di Fiera, in più lingue a rappresentare le nazioni presenti, in tanti abbiano preso la parola impegnandosi ad “operare affinché le capacità e i valori delle nostre comunità siano messi al servizio di tutte le altre, affinché cresca il rispetto tra gli Stati fino a divenire amore reciproco e ovunque se ne possano sperimentare i frutti”.

Infine, è stata Maria Voce, Presidente dei Focolari, nel suo intervento di chiusura, a leggere il messaggio di fraternità universale espresso dal carisma dell’unità sotto la lente delle sfide di oggi, citando ancora una volta l’impegno di Sophia. Ne riportiamo brevi stralci.

Nel 1959, in questi luoghi, parlamentari di diverse nazioni si unirono in una preghiera per consacrare il loro popolo, e tutti i popoli della Terra, a Maria. Ciascuno portava con sé le ragioni e le speranze della propria gente e ad esse doveva rispondere, responsabilmente, con scelte politiche adeguate. Di fronte avevano sfide importanti, in un’epoca segnata da conflitti ideologici che stavano polarizzando il mondo in blocchi contrapposti e costituivano una minaccia per la pace. (…) Erano problemi urgenti ai quali corrispondere con competenza politica e passione civile. Eppure quei politici non si riunirono in una tavola rotonda, non organizzarono un summit internazionale, ma pregarono per l’unità dei popoli. Fu una scelta inusuale, certamente, ma gravida di futuro. Ciò che si chiede alla politica è di agire con competenza e responsabilità, di essere onesta e coerente, di avere passione e coraggio. Ma il valore che più qualifica l’agire politico è la lungimiranza, cioè la capacità di guardare oltre, più lontano, per pianificare gli assetti futuri della società e favorirne la crescita. (…)

Tutto è in marcia verso l’unità: questo significa che i cambiamenti sociali che possono trasformare positivamente il presente sono quelli che accompagnano i cittadini, le associazioni, gli Stati, verso un mondo più coeso e solidale. Ciò che sostiene la cooperazione, la pace, l’avvicinamento delle comunità e dei gruppi, è in linea con l’autentico progresso e fonda lo sviluppo. In altre parole, se si vuole fare il bene del proprio popolo bisogna occuparsi del bene degli altri. Per questo, sulle ali di un messaggio profetico sempre attuale, Chiara Lubich continuò a diffondere il messaggio dell’unità rivolgendosi ai politici e a tutti i cittadini impegnati nel sociale con l’esortazione di «amare il partito altrui come il proprio», di «amare la patria altrui come la propria».

Le sfide attuali non sono meno urgenti di quelle di sessant’anni fa. Anzi, oggi è ancora più evidente la necessità di operare per l’unità dei popoli. I processi globali in corso mostrano l’interdipendenza planetaria di Stati, nazioni, comunità. È sempre più evidente che c’è un comune destino per tutti i popoli della Terra, e che i grandi temi dell’attualità riguardano questioni vitali per tutti (…) trasversali alle differenze culturali, civili e politiche. Dunque immettono i popoli in un circuito di costante confronto, al fine di maturare processi di integrazione politica e di convergenza decisionale. Sì, oggi il divenire dell’umanità domanda, a gran voce, l’unità.

A questa invocazione il Movimento dei Focolari sta rispondendo favorendo il dialogo fra le diverse parti politiche (per esempio con il Movimento Politico per l’Unità), promuovendo la comunione dei beni e la cultura del dare (con l’Economia di Comunione), approfondendo la dottrina dell’unità (per esempio con l’Istituto Universitario Sophia), dando impulso all’unità nei luoghi di impegno professionale e sociale e con tante altre opere e iniziative specifiche (attraverso Umanità Nuova).

Anche oggi, proprio come sessant’anni fa, possiamo pregare Dio per l’unità fra i popoli della Terra. Il mio augurio è che questa preghiera sia accompagnata da un rinnovato impegno, assunto sia al livello personale che comunitario, di vivere per il mondo unito. Diffonderemo quei germi del cambiamento utili a trasformare il presente e a scrivere pagine sempre nuove della storia della famiglia umana in marcia verso l’unità”.

 

Qui l’intervento integrale di Maria Voce, Presidente dei Focolari

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