Un’immagine di don Mario Bodega resta tra le tante disegnata nell’anima: quella di quando – anche negli ultimi tempi ormai quasi impedito a camminare e parlare – tirava fuori dalla tasca l’armonica a bocca per eseguire l’inno alla gioia di Beethoven. Tutta qui la sua vita, una sinfonia di gioia profonda vera e bella perché pagata tutta a caro prezzo, ricca d’innumerevoli armoniche e condivisa con ognuno che ha incontrato e con cui ha percorso un tratto di cammino, soprattutto se c’era di mezzo qualche lacrima, qualche prova, qualche sofferenza, qualche sospensione… Anche per la comunità accademica di Sophia don Mario è stato una luce spirituale. La sua casa – la chiesa parrocchiale di San Vito a Loppiano, a un tiro di schioppo dal nostro Istituto, e il presbiterio che per tradizione vi è annesso – è diventata la nostra casa, dove gli studenti potevano dare il loro contributo facendo catechismo e cooperando alle attività parrocchiali e dov’è fiorita la residenza per i preti e i seminaristi nostri studenti, dove la presenza e la guida di don Mario son state luce, balsamo, scuola di vita. E il nostro Istituto è diventato un po’ anche la sua casa, dove veniva con attenta partecipazione a frequentare più che gli era possibile le condivisioni, le lezioni (anche sostenendo gli esami!), la discussione delle tesi, gli eventi culturali e di studio. Tanto che – tra gli echi più commoventi suscitati dalla sua partenza – ci sono quelli comunicatici dai nostri amici musulmani del progetto “Wings of Unity”. Grazie don Mario! Sei e sarai sempre con noi. Contiamo sulla tua presenza e il tuo sostegno dal Cielo.

Piero Coda

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