19 maggio 2018. Workshop conclusivo a Sophia

Una linea, un piano, un volume… Indagare la “quarta dimensione”, il rapporto spazio-tempo, le connessioni degli eventi e delle persone, a partire dagli studi proposti da Albert Einstein con la sua teoria della relatività, passando per l’evoluzione del pensiero, tra matematica e spiritualità, di Piero Pasolini e Chiara Lubich, capaci di ispirare il quotidiano. Questo il filo conduttore delle otto lezioni della Cattedra Piero Pasolini 2017/2018, svoltesi tra gennaio ed aprile a Sophia, sotto il coordinamento di Paul O’Hara, docente di Ontologia e Razionalità scientifica, e concluse con il seminario del 19 maggio scorso.

Dopo la prima edizione della Cattedra svolta lo scorso anno con il titolo “Dal Big Bang al Big Mystery“, quest’anno il tema ha analizzato alcune prospettive scientifiche, filosofiche, teologiche ed artistiche di quella che è stata definita dallo scienziato italiano Piero Pasolini (1917- 1981) “la quarta dimensione dell’esistenza”. Da dove viene tale espressione? Per risolvere alcuni paradossi della fisica, Albert Einstein aveva visto necessario pensare allo spazio e al tempo come realtà interconnesse costituenti una realtà quadridimensionale: il cosiddetto “spazio-tempo”. Valorizzando questa originale visione e mutuando alcune espressioni fondate sul concetto di unità su cui insisteva in quegli anni Chiara Lubich, fondatrice dei Focolari, Pasolini interpretò l’idea di “quarta dimensione” come metafora per intendere in genere tutti i rapporti di unità presenti nell’universo, non solo dunque nel quadro delle scienze fisiche e dei rapporti fra le particelle, ma anche nell’ambito più complesso dei fatti interculturali e sociali.

“Per Chiara Lubich spiega Paul O’Hara la quarta dimensione costituiva, si potrebbe dire, il punto di vista di Dio, che vede ‘tutto’ in uno e ‘tutti’ raccolti nell’unità che raccoglie e rispetta la diversità. La nostra ricerca trae spunto da questo per indagare come l’unità della diversità sia un linguaggio che, dalla matematica e dalla fisica, allarga le sue prospettive”.

Con le risorse specifiche dell’approccio trans e inter-disciplinare, tipico a Sophia, si è svolto anche il seminario conclusivo del 19 maggio, introdotto dalla riflessione di Sergio Rondinara, epistemologo, che, a partire da una sintesi delle riflessioni dello scienziato Pasolini, ha presentato alcune implicazioni sul piano della persona e della società. I lavori sono proseguiti nella mattinata con le relazioni di Lucio Torelli, matematico dell’Università di Trieste, e Maria Chiara Magri, bio-statistica dell’Università di Milano, che hanno condotto il pubblico in aula a incontrare l’uso quotidiano dei dati statistici e la loro plasticità rispetto alla logica dell’unità anche nelle relazioni sociali. Di particolare interesse anche i lavori di gruppo del pomeriggio, a partire dalle riflessioni portate sul piano politico offerte dai contributi di docenti e ricercatrici: Antonio Maria Baggio, Marco Luppi, Luce Silva, Prisca Maharavo.

“Il nostro desiderio, a conclusione di questa riuscita iniziativa, è quello di aprire ad un raggio maggiore di persone il focus di queste riflessioni, di questo interessante e crescente dialogo tra studi scientifici e pensiero trascendente, tra ricerca di laboratorio e vita quotidiana. Le domande del nostro tempo chiedono maggiori luoghi di confronto, per scavare in profondità ed eventualmente condividere i risultati del nostro impegno sul piano del pensare… Per questo, il prossimo ciclo di lezioni sperimenterà un nuovo formato nel territorio conclude Paul O’Hara. E’ importante andare avanti.”

Programma Cattedra Piero Pasolini_2018

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