Prima tappa di Together for a New Africa

Un vero e proprio network per “Together for a New Africa”: l’Istituto Universitario Sophia, con il supporto del Movimento politico per l’unità, con l’Ong New Humanity e la cooperazione dell’Unesco, e il sostegno di Caritas e Missio. Dal 1 al 8 gennaio 2019, insieme per un’Africa nuova.
Dopo il Seminario preparatorio per docenti e tutor che si era svolto esattamente un anno fa sempre in Kenya, presso la cittadella dei Focolari a pochi chilometri dalla capitale Nairobi, quanto si era progettato in quell’occasione un anno dopo si è realizzato senza incertezze. L’idea del gruppo promotore è precisa: offrire, inizialmente a giovani che provengono dai Paesi dell’Africa dell’Est, per moltiplicare l’iniziativa in seguito anche in altre regioni del continente, un percorso formativo triennale rivolto a giovani leaders di pace e di sviluppo per l’Africa.

L’obiettivo specifico è di quelli che potrebbero intimorire: elaborare e sperimentare un’idea di leadership che, radicata nei valori del continente africano, risponda alle sfide di oggi. Una leadership che si esprima in modi comunitari e costruisca comunità, con gli strumenti e i linguaggi della fraternità universale: “Se questa è la domanda che interroga il nostro futuro, questo dev’essere il nostro impegno oggi. Facendo tesoro dei fondamenti della cultura dell’unità che abbiamo potuto conoscere e approfondire a Sophia”, spiega Melchior Nsavyimana, giovane politologo burundese, che ha conseguito a Sophia il Dottorato di ricerca in relazioni internazionali ed ora è docente e coordinatore presso l’Institute for Regional Integration/Catholic University of Eastern Africa.
Com’è andata? Tra i docenti e gli studenti di Sophia che hanno organizzato il percorso e hanno cooperato alla sua realizzazione, alla pari, con altri colleghi provenienti da università dell’Africa dell’Est, c’era anche Michele Zanzucchi, giornalista e docente di comunicazione. Abbiamo affidato alla sua penna una breve sintesi.

“L’Africa è il più giovane continente del pianeta. Ma questa sua esuberanza è anche colpita da sfide epocali: l’inarrestabile crescita della popolazione, la povertà endemica, l’istruzione ancora insufficiente, la mancanza di opportunità lavorative, l’instabilità climatica, le sempre risorgenti tensioni tribali, guerre e migrazioni. L’attuale crisi internazionale dei rifugiati dimostra con che disperazione nel cuore i giovani africani, in particolare sub-sahariani, stiano cercando una vita migliore. Alla base di molti di questi problemi ci sono una leadership inadeguata, una cattiva gestione della cosa pubblica, una corruzione sistemica e soprattutto una profonda crisi di valori.
Alcuni anni fa, un gruppo di studenti africani dell’Istituto Universitario Sophia avverte una sfida: a conclusione degli studi a Loppiano, tornare in Africa per assumersi la responsabilità di plasmare insieme una “Nuova Africa”. Ciò potrà avvenire solo cercando di trasformare culturalmente la leadership attuale.
Si rivolgono così ai loro compagni e amici per proporre una formazione interdisciplinare e interculturale sulla cittadinanza responsabile, la leadership e una cultura di fraternità, per affrontare con piena consapevolezza le ferite del continente. Per raggiungere l’obiettivo creano una rete con circa 20 professori e docenti dell’Africa orientale, della Repubblica Democratica del Congo e di Sophia, impegnati con loro a contribuire alla realizzazione di questo sogno. I giovani promotori sono inoltre integrati in una rete di associazioni con esperienze di successo nella formazione e nell’emancipazione dei giovani.
Il progetto prevede una serie di attività a diversi livelli – educativo, politico, sociale, solidaristico, economico… − nell’arco di tre anni: corsi di formazione combinati con attività locali nei singoli Paesi e creazione di reti. Si tratta di un progetto pilota con l’esplicito intento di espandersi nel tempo in altre regioni del continente, ma desidera iniziare creando un centro di eccellenza per una leadership “all’africana” con base in Kenya.
Era previsto che 80 giovani frequentassero con successo e concludessero il programma. A Nairobi, alla prima tappa del gennaio 2019, hanno partecipato in 107, da Kenya, Tanzania, Uganda, Sud Sudan, Ruanda, Burundi e Repubblica Democratica del Congo. Tutto conferma che le premesse reggono e si può procedere.
Daranno il loro prezioso contributo anche alcuni tutor che accompagneranno localmente i giovani nel corso dei tre anni, terranno viva la motivazione con un intenso dialogo inter-generazionale e potranno mediare eventuali tensioni all’interno delle comunità, puntando a costituire reti locali stabili di adulti e giovani impegnati in un cambiamento costruttivo, cittadini locali e globali.”

Congratulazioni dunque a ”Together for a New Africa”! E ci rivediamo l’anno prossimo, per la seconda tappa.

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