Il conferimento del prestigioso riconoscimento accademico al preside di Sophia attraverso il blog di Roberto Catalano, docente incaricato a Sophia di Dialogo interreligioso e Co-direttore del Centro del Dialogo interreligioso del Movimento dei Focolari. 

L’Università Cattolica Fu Jen  di Taipei – o meglio della nuova Taipei dove si trova – è la più antica università cattolica del mondo cinese. Iniziata negli anni venti del secolo scorso dai padri benedettini è passata, successivamente ai padri verbiti, mentre a Shanghai i gesuiti costituivano l’università Aurora. Dopo l’espulsione dei missionari e degli ordini religiosi dalla Cina continentale è stata riaperta a Taipei nel 1961 con una collaborazione fra gesuiti, la Diocesi ed i padri verbiti. In questi ultimi anni sono venuto spesso alla Fu Jen e in questi giorni vi risiedo insieme all’amico e collega di studi Piero Coda, Preside dell’Istituto Universitario Sophia di Loppiano.

Stamattina Piero Coda è stato insignito del Dottorato Honoris Causa in Filosofia da parte del dipartimento corrispondente. La cerimonia, durata circa due ore è stata semplice e sobria, ma anche solenne come vuole il protocollo, caratterizzata tuttavia da un profondo sentimento comune di fraternità. Erano presenti una settantina di persone, tutte molto qualificate: l’attuale Presidente del Consiglio di gestione della Fu Jen, Mons. Peter Liu ed il Presidente dell’Università stessa, il Prof. Vincent Han-Sun Chang, oltre al decano della facoltà di Filosofia e varie autorità accademiche. L’indirizzo offerto dal vescovo Liu, che ha parlato in un italiano quasi perfetto, è stato illuminante per contestualizzare questo evento che ha un significato importante non solo per la giovane realtà accademica dell’Istituto Universitario Sophia di Loppiano, ma anche per tutto il Movimento dei Focolari.

«L’università Fu Jen è onorata di concedere il Dottorato Onorario [a Piero Coda]. Questo non è solo un tributo ai suoi sforzi e risultati personali, ma anche un riconoscimento al Movimento dei Focolari per il suo carisma di unità nella Chiesa». Il vescovo ha espresso il desiderio di collaborare con l’Istituto Universitario Sophia per «arrivare insieme all’ideale di unità di conoscere l’uomo, conoscere il mondo e conoscere Dio». Erano questi, infatti, gli ideali che sintetizzavano la visione del Card. Yu Pin quando fece di tutto perché l’Università potesse riaprire i suoi battenti a Taipei.

Anche l’attuale presidente della grande università Taiwanese ha sottolineato la specificità dell’Istituto Universitario Sophia nello «stabilire un paradigma capace di andare al di là di ostacoli e divisioni di ogni tipo, favorendo la transdisciplinarietà grazie al coinvolgimento di studenti e insegnanti in un comune impegno al dialogo fra loro e con le diverse culture del mondo». Infine, nella sua lectio magistralis, Piero Coda, dopo aver espresso la sua gratitudine per un premio di questo tipo ha evidenziato la necessità oggi di ‘ripensare il pensare’.

Ha, quindi, offerto una profonda riflessione sulla necessità di comprendere e mettere in atto una «ontologia integrale ed aperta capace di esprimere e promuovere il mistero vivente dell’Essere nella sua espressione piú multicolore del Sè». Coda ha delineato nel corso della sua presentazione quella Ontologia Trinitaria che sta alla base della spiritualità di comunione e del luogo dove essa si può realizzare: un gruppo di persone che sappiano esercitare un dialogo di pensiero in spirito di comunione.

E’ questa l’esperienza che si vive, con la sua bellezza e ricchezza ma anche con tutte le inevitabili difficoltà, presso l’Istituto Universitario Sophia di Loppiano. Anche oggi abbiamo sperimentato sia la giovanissima età che la piccolezza dello IUS, ma al tempo stesso anche la sua grande attualità in un panorama culturale difficile e, in Europa, spesso atrofizzato da una crisi identitaria profonda.  La sessione è stata seguita con grande attenzione ed interesse ed ha aperto, poi, alla conclusione in dialogo profondo con varie delle personalità presenti.

Si è sperimentata la ricchezza del confronto e dell’arricchimento reciproco fra istituzioni antiche e numerose, come la Fu Jen ed altre giovani e carismatiche come lo IUS. Al contempo si è toccato con mano come la cultura occidentale, spesso tanto paventata qui n Oriente, non qualcosa di lontano ed incomprensibile per il mondo orientale, ma può offrire arricchimento e luce e, al tempo stesso, ricevere contributi preziosi dal pensiero orientale.

Roberto Catalano – blog http://whydontwedialogue.blogspot.com/

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