Una vivace carrellata di saluti e presentazioni ha aperto il Welcome Day 2018 a Sophia, riempiendo la lavagna dell’aula magna di scritte di benvenuto davvero originali. Sì,  quest’anno possiamo dirlo: Sophia ospita studenti e ricercatori dai cinque contenti, dato che Teresa dell’Australia ha completato la rappresentanza dai quattro angoli del globo. Un altro primato viene da una studentessa dell’Etiopia, mentre hanno raggiunto Sophia anche due dottorandi, di fede musulmana dallo Yemen, e buddista dal Giappone (appartenente al Movimento Risso-Kosei- Kai): testimonianza concreta di un cammino di dialogo a 360° che trova spazio a Sophia, caratteristica fin dall’origine dell’istituto fondato da Chiara Lubich.

Dopo l’introduzione del preside Piero Coda, l’assemblea si è concentrata tornando al momento fondativo di Sophia: quel 15 agosto 2001 in cui la stessa Chiara radunò una cinquantina di giovani per confidare loro il suo sogno di un’originalissima università e per dare loro le chiavi per entrare in quella esperienza, così innovativa e particolare nello stile, nell’approccio e nella vita quotidiana. La Summer School svizzera del 2001 fu uno dei primi prodromi. Finche sì giunse all’inaugurazione dell’Istituto universitario vero e proprio nel 2008.

Oggi l’esperienza accademica di Sophia è al suo undicesimo anno, caratterizzata da alcune note che sono state oggetto di approfondimento nel pomeriggio del Welcome Day: è stata evidenziata e rinnovata la proposta che l’istituto rivolge a chi si iscrive di aderire ad un progetto accademico che è centrato non solo sulla riflessione e la ricerca, ma anche sul fare esperienza. Si tratta dell’esperienza di una comunità di studio in cui si condividono ricerca, pensiero e vita, non solo tra studenti di diversa provenienza, ma anche tra studenti, docenti e personale. In questa cornice, si è proposto di dare un nuovo trasparente inizio a quel “patto di reciprocità” che solo può sorreggere e sostanziare un simile percorso, sottolineando l’importanza di alimentarlo regolarmente con momenti di condivisione.

Infine, un doppio arcobaleno a tutto cerchio comparso nel cielo di Loppiano, proprio al termine della Messa che ha concluso la giornata, ha “sigillato” plasticamente il nuovo patto. A detta di tutti, non poteva esserci segno più bello: quasi che il cielo volesse concorrere a sottolineare la bellezza di quel momento e porre sotto una speciale protezione l’anno accademico che inizia. Auguri, dunque, come da tradizione, perchè Sophia viva ogni giorno grazie all’impegno, da protagonisti, di tutti i partecipanti.

Welcome day 2018

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