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4 febbraio, Giornata internazionale della fratellanza umana

di Bernhard Callebaut

Tutti gli uomini sono fratelli, come dice “l’inno alla gioia” di Beethoven. Chi in vita sua non l’ha cantato almeno una volta?

Non è mai bastato un canto, per bello che fosse, a dare concretezza a quel sogno. E non è bastata neanche la foto iconica dei leader religiosi attorno a Giovanni-Paolo II sulla spianata davanti alla Basilica di Assisi nel lontano freddo e assolato ottobre 1986. Ma quel canto e quella foto hanno espresso e continuano ad esprimere la stessa aspirazione a una fratellanza universale, testimoniano momenti luminosi che hanno segnato tanti. Si è ripetuto Assisi, due, tre volte. Ma due anni fa si è fatto un altro passo. Credo che molti si siano interrogati su come irrobustire la dinamica di Assisi 1986. Ed è una storia ancora in parte da scrivere, quella delle tante iniziative che hanno seguito l’evento fondante. «Nasce un nuovo spirito religioso − scrisse il sociologo francese Émile Poulat negli anni Novanta −, che produce incontri impensabili», commentando così uno di quegli incontri della memoria, e ricordando il contrasto con la lunga storia di tensione tra le religioni e la sostanziale distanza tra le sue massime autorità.

L’incontro di Abu Dhabi del 4 febbraio 2019 ha costruito un’altra pietra miliare. Cosa ha portato di così importante questa firma di un documento preparato e studiato insieme e cofirmato quel giorno da papa Francesco e dal grande imam dell’Università Al-Azhar del Cairo, Ahmed Al-Tayyeb alla presenza, non dimentichiamolo, di 600 personalità di varie religioni?

Credo che per non sia stato un evento nato dalla sola volontà di un personaggio d’eccezione capace di mettere insieme tanta gente diversa. Qui le cose sono nate tra due protagonisti che si sono trattati da uguali e che hanno dato, come fratelli, un contenuto assai articolato all’incontro, già ricco, tra le due tradizioni religiose planetari più importanti. L’esperienza di fraternità si è espresso nel fatto che neanche una virgola del testo è stato scritto senza l’accordo delle due parti. Qui dunque la garanzia non era un carismatico come Giovanni-Paolo II, ma l’accordo fraterno tra due persone di religioni diverse. E due persone che facevano un esercizio di articolare un contenuto già ricco toccando temi essenziali nella convivenza mondiale.

Altra grossa novità: il fatto che l’evento non si svolgesse in Occidente dove negli ultimi decenni una tradizione di ospitalità di tali eventi si era costruita, ma nel mondo arabo, culla dell’Islam, facendo scoprire in Occidente un Islam che non si lascia condizionare dagli estremisti religiosi.

Il risultato dell’incontro era stato il Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comuneUna specie di manifesto mondiale delle condizioni minime per realizzare la fratellanza universale. Non mi stupisce che poi, un anno e mezzo dopo, le Nazioni Unite abbiano trovato opportuno entrare in questa dinamica che certo non è solo a scopo di fratellanza religiosa. Lo hanno fatto proclamando nel dicembre scorso il 4 febbraio Giornata Internazionale della fratellanza umana. È per questo che all’evento online di oggi saranno non solo presenti virtualmente papa Francesco e il grande imam al-Tayyeb, ma anche il segretario generale delle Nazione Unite, alle 14.30 in streaming.

Per dare continuità i due protagonisti avevano già istituito dopo qualche mese un “Alto comitato per la fratellanza umana”, e ora questo comitato ha anche istituito un Premio Zayed per la fratellanza universale, lo sceicco Bin Zayed essendo l’organizzatore anche questa volta a Abu Dhabi di tutto l’evento, e che in qualche modo è il terzo personaggio coinvolto. Il Vaticano ha messo le sue forze migliori per dare lustro al lavoro dell’Alto comitato e certamente l’enciclica Fratelli tutti non ha pochi meriti nel nutrire a sua volta la dinamica. Le agenzie di stampa riportano anche che l’Alto comitato ha in programma di istituire una Casa-famiglia abramitica con una sinagoga, una chiesa e una moschea sull’isola Saadiyat ad Abu Dhabi.

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