“Viaggiando” il cuore dell’essere

Convegno sull’Ontologia trinitaria a Cambridge

Tra il 13 e il 15 settembre 2019, nella splendida cornice della cittadina di Cambridge e della sua prestigiosa Università, ha avuto luogo il convegno “New Trinitarian Ontologies”, appuntamento coinvolgente circa trecento partecipanti e interamente dedicato all’approfondimento delle tematiche relative all’ontologia trinitaria. Studiosi provenienti da oltre venticinque paesi del mondo si sono potuti confrontare su questioni che, sempre di più, delineano e informano – nella pluralità delle proposte – alcune delle più significative prospettive per il pensiero filosofico e teologico, il quale è oggi chiamato a ri-pensarsi radicalmente a fronte delle nuove ed epocali sfide spalancate dall’odierno contesto di un mondo globalizzato e ipertecnologico. L’evento, dunque, ha avuto il grande merito di consacrare l’internazionalità dell’interesse e della rilevanza dell’ontologia trinitaria, cogliendone la pregnanza teorica e l’immediata ricaduta etica; propiziando, quindi, una rinnovata visione dell’essere umano e dei rapporti che lo definiscono come tale.

Il convegno ha trovato il proprio perno nel panel formato dagli interventi di Giulio Maspero, Piero Coda e John Milbank. Il primo, proponendo un percorso di ricerca intorno ai principali modelli attraverso cui intendere il rapporto tra Dio e il mondo, ha voluto mettere in risalto l’ineludibilità di un’ontologia trinitaria, annunciandone la necessità per il pensiero. Il secondo, con la presenza e la voce di Maria Benedetta Curi, ha delineato l’anima e il cuore pulsante di tale ontologia, in una rilettura del suo recente manifesto e nella messa in luce – in particolare – della performatività di un pensare illuminato dall’evento, dischiuso dalla e nella rivelazione, della reciprocità interpersonale: solo un pensare con l’altro che diventa un pensare l’uno nell’altro è capace di dire e fare ciò che è. Il terzo, infine, ha spiegato che l’ontologia trinitaria non è un fatto estrinseco al pensare, bensì – come ribadito nel dialogo conclusivo con gli altri studiosi – ad esso intrinseco. In tal senso, essa non può essere considerata come il risultato di uno sforzo volontario, ma come l’esigenza esprimentesi nell’originario scaturire del pensare stesso. L’ispirazione di fondo del panel riflette le profetiche intuizioni di Klaus Hemmerle – rafforzate da preziosi rimandi alla tradizione del pensiero (dalla Patristica a Rosmini) –, sviluppate e rilanciate con rinnovato vigore, in virtù della loro reale e pro-vocante attualità.

Complessivamente, il convegno ha poi visto il succedersi di interventi che – con maggiore o minore pertinenza – hanno studiato, da diverse angolature, figure e questioni emergenti dalla storia del pensiero filosofico e teologico: dall’approfondimento di pensatori che vanno da Niccolò Cusano a Sergej Bulgakov, da Agostino d’Ippona a Hegel, da Tommaso d’Aquino a Kant, dallo gnosticismo ai Cappadoci, da Massimo il Confessore a Bonaventura da Bagnoregio, da Kierkegaard a Gadamer e Heidegger; fino al considerare questioni cruciali per l’oggi: dalle nozioni di corpo e carne alla sfida dell’ecologia, dalla fenomenologia della conoscenza al pensiero dell’animalità, dalla politica/biopolitica all’arte e alla bellezza, fino al dialogo interreligioso.

Se l’elenco proposto, da un lato, non è certo esaustivo della ricchezza dei contenuti, è però vero che, dall’altro, consente – in un colpo d’occhio – di rendersi conto del campo di azione dell’ontologia trinitaria, la quale, rivoluzionando l’esordio stesso del pensare, rinnova sostanzialmente ogni ambito dell’esistenza umana. Insomma, “viaggiando” il cuore dell’essere, l’ontologia trinitaria è l’autentico esercizio del cuore e della mente che il nuovo pensare, di cui il mondo ha sete oggi, richiede, nella convinzione che esso sarà tanto più decisivo, quanto più saprà farsi spazio di quella razionalità che è la relazionalità aperta al darsi della verità.

Emanuele Pili

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