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Si è appena concluso il Curso de Férias (che si svolge cioè nel periodo delle vacanze) promosso da Sophia-ALC (l’ente promotore dell’Istituto universitario in America Latina e Caraibi) dal 22 al 28 luglio presso la Mariapoli Gloria, la cittadella dei Focolari nei pressi di Belem, al Nord del Brasile. L’iniziativa è la sesta che si è tenuta nel continente, parte integrante del percorso che Sophia-ALC sta portando avanti. Tema centrale è stato lo studio della vasta regione amazzonica, definita anche Pan-Amazzonia, considerata in prospettiva interdisciplinare, a partire dalla quale pensare l’America Latina e il mondo.

Decostruendo l’immaginario simbolico e culturale che con cui si interpreta la regione, nella sua singolare estensione che abbraccia ben otto paesi, dalle Ande all’Oceano Atlantico, e dunque allontanando i luoghi comuni – “Amazzonia polmone del mondo” e i tradizionali caratteri legati alla sua natura esotica e alla ricchezza di risorse naturali –, le lezioni hanno privilegiato un approccio de-coloniale. Hanno dato spazio alla sua biodiversità, alla sua socio-diversità, per la presenza di indigeni, afro-discendenti, ribeirinhos (abitanti che vivono lungo i fiumi) e altri migranti, ai processi sostenibili di produzione agricola, all’incontro tra diverse forme di religiosità, oltre che affrontare le sfide dell’urbanizzazione, della violenza e degli interessi dell’agribusiness.

Le attività in aula sono state completate da una “osservazione partecipante del territorio”: l’esplorazione di un parco ecologico, la visita del centro della città di Belem e un dialogo con un’indigena poetessa-musicista-militante. Un altro momento di grande forza ha concluso il programma, mettendo in dialogo questi contenuti con altre realtà culturali brasiliane e con quella interculturale dei paesi andini, alla luce del concetto di fraternità.

Leitmotiv del corso sono stati alcuni testi sapienziali presentati dal prof. Sergio Rondinara, docente presso la sede di Sophia a Loppiano in Italia, offrendo ai partecipanti essenziali spunti di condivisione su cui si è andato intessendo il programma, oltre che l’enciclica “Laudato sii” di Papa Francesco.

Le impressioni finali permettono di affermare che la piccola comunità accademica, seppure temporanea, composta da circa 40 persone, per la qualità delle ricerche e per la ricca dinamica delle relazioni che hanno coniugato riflessione e vita, in un ambiente internazionale, ha potuto vivere una profonda esperienza, dove l’esigenza di fare ricerca con un metodo integrale e unificante, che guarda le prospettive di azione ma anche i fondamenti umanistici, ha coinvolto in profondità mente, cuore e mani. L’Amazzonia non è più un territorio sconosciuto, un mero oggetto di studio: ora “l’Amazzonia siamo noi”, quasi si trattasse di nuovo percorso di conoscenza che tocca ogni azione.

 

 

 

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