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Da Sophia a Nairobi, in occasione dell’80°anniversario dell’ONU

di Daniela Ropelato
Fonte: www.loppiano.it

Dal 10 al 12 novembre 2025, Nairobi, in Kenya, ha ospitato il convegno dal titolo “Cities, Communities, Care. Youth in Action for Sustaining Peace”, organizzato da New Humanity, la ONG del Movimento dei Focolari. Tra i partecipanti, anche alcuni giovani dell’Istituto Universitario Sophia.

«Ho visto una rete di persone, guidate dalla consapevolezza di essere un’unica umanità, che condividono valori e convinzioni. Ho conosciuto una gioventù africana convinta delle sue responsabilità – racconta Sr. Prisca, della Costa D’Avorio, dottoranda in Scienze Politiche presso l’Istituto Universitario Sophia, a Loppiano –. Anche i piccoli gesti d’amore, che diventano protezione dell’ambiente o sostegno ai diritti delle donne, sono segni di speranza per un’Africa così instabile».

Le fa eco Albert Senneh, della Sierra Leone, studente di Cultura dell’Unità presso il medesimo Istituto:

«Abbiamo partecipato ad un laboratorio vivente. Ho trovato persone che pensano oltre le convenzioni, che cercano nuovi modi per rispondere alle domande della società. Pur provenendo da nazioni e culture diverse, ho constatato che le nostre sfide sono simili, le nostre aspirazioni collegate e il nostro scopo condiviso. Abbiamo trovato un linguaggio comune: speranza, collaborazione e impegno».

Prisca e Albert sono solo due dei più di cento partecipanti a “Cities, Communities, Care. Youth in Action for Sustaining Peace”: l’appuntamento promosso da New Humanity, ONG dei Focolari a Nairobi, in Kenya, che ha messo al centro le città del pianeta e le loro sfide. Molti di più erano quelli collegati in streaming durante tutto il programma, giovani di 14 Paesi dell’Africa, insieme a rappresentanze di tutto il mondo.

Con una popolazione urbana che si stima raggiungerà il 70%, a livello globale, nel 2050, le città sono allo stesso tempo motori di innovazione e di disuguaglianza e conflitti. In questo quadro i giovani, “influencer di pace”, possono essere – e di fatto lo sono già – agenti di cambiamento sociale e politico per l’unità della famiglia umana.

Nell’80° anniversario dell’ONU, si è guardato al continente africano in particolare. Senza sottovalutare le criticità del quadro internazionale, l’orizzonte di un mondo unito ha dato anima alle diverse sezioni del programma: si sono alternati riflessioni e dialoghi in modalità partecipativa, studi e testimonianze offerti da più di 30 esperti. Tra loro: il Segretario Aggiunto ONU per i giovani, Felipe Paullier; funzionari degli Uffici ONU di Nairobi; la Presidente dei Focolari Margaret Karram e gruppi di cittadini di 8 città del mondo (in diretta da Manila, Medellin, Kinshasa, Pajule, Trento, Capodistria, Beirut e Betlemme).

Di specifico valore le voci dei giovani leaders del programma “Together for a New Africa” che l’Istituto Sophia sostiene da 10 anni, come quella di Agnes Aloyotoo, candidata al Parlamento in Uganda, o di Jonathan Masuta, presidente di una delle federazioni dei giovani dell’Unione Africana.

La redazione del “Charter of Commitments”, documento conclusivo dei lavori, che ha raccolto il contributo di tutti i partecipanti, ha tradotto la visione di una cultura dell’unità e del dialogo in scelte e azioni corrispondenti che investono i governi, i cittadini e le organizzazioni della società civile con le istituzioni religiose, e le amministrazioni delle città in particolare.

Scelte e impegni rivolti alla partecipazione dei giovani ai processi decisionali, a tutti i livelli, per costruire e consolidare alleanze, reti e strategie di pace e di fraternità universale.

«È stata una scuola – osserva Prisca –: ho visto come le generazioni del presente possono sostenere e incoraggiare le generazioni di domani a produrre frutti di collaborazione, corresponsabilità, sostenibilità economica e ambientale».

Foto: Courtesy of Younib TV © Benjamin Simiyu

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