Co-Governance: Mutual Responsibility in Cities Today”: il convegno, promosso dal Movimento Umanità Nuova, Movimento Politico per l’Unità e dall’Associazione Città per la Fraternità, rappresenta la prima edizione di un percorso di ricerca e sperimentazione dedicato al governo partecipato delle città. Con 11 lingue in traduzione simultanea, sessioni plenarie e working groups, l’appuntamento che si è svolto al Centro Mariapoli di Castel Gandolfo (Roma), ha richiamato 400 amministratori e funzionari pubblici, cittadini, membri di cooperative e di associazioni della società civile, imprenditori, consulenti, cittadini e giovani leaders, studiosi di 33 Paesi.

Anche un gruppo numeroso di Sophiamain partner dell’evento – ha portato un contributo apprezzato alla sua riuscita: docenti e studenti hanno partecipato come relatori su alcuni temi, come facilitatori e mediatori linguistici nelle diverse sezioni del programma, come moderatori dei panel. Un esercizio più che mai fruttuoso, a completamento, verrebbe da dire, del percorso di studio e ricerca che si svolge nelle aule durante l’anno.
Al centro dei lavori, la partecipazione alla vita civile e democratica delle città nelle sue molteplici applicazioni: vi hanno dato voce oltre 60 esperti nei settori dell’urbanistica, della comunicazione, delle politiche sociali, della tutela ambientale. Largo spazio hanno avuto i panel riservati alle buone pratiche e i gruppi di lavoro che hanno proposto l’attualità della partecipazione nel contesto interdipendente di oggi, offrendo ai partecipanti la possibilità di concorrere in prima persona alla redazione del Documento finale “Patto per una nuova governance”.

Siamo convinti che una diversa visione dei processi democratici, come abbiamo scritto nel Documento commenta Javier Baquero, giovane politico colombiano, che da un anno studia scienze politiche a Sophia – possa emergere dal livello locale con il deciso riconoscimento del valore della partecipazione, ma è necessario un nuovo impegno sul piano personale e collettivo, che interpella coscienza, pensiero e azione”. Per questo “la prima scelta è stata di adottare lo strumento della rete, per integrare la complessità del reale nella costruzione della convivenza, valorizzando e armonizzando la ricchezza delle domande, degli interessi, delle opzioni… Perché lavorare in rete – almeno su tre livelli: tra cittadini, tra attori collettivi e tra città – significa produrre effetti superiori alla semplice somma delle parti. E poi le reti cercano connessioni con altre reti: dobbiamo superare asimmetrie e chiusure”.

“Uno dei punti più stimolanti del documento prosegue Daniela Ropelato, docente di Analisi delle politiche pubbliche a Sophia, membro del Comitato scientifico – è l’apertura al futuro, un futuro possibile, perché quanti hanno dialogato nei gruppi sono già impegnati nella quotidianità a scrivere il presente, ed è la trama del presente che permette di entrare fin da ora nei territori del futuro. La presenza di tanti cittadini attivi, ad esempio, poteva sembrare una novità in un programma che trattava il governo delle città, eppure la competenza naturale di chi abita ogni giorno la città è uno dei segni più evidenti del cambio d’epoca. Non si torna indietro”.

Particolarmente interessanti le sessioni che hanno proposto prospettive coraggiose, ma anche risultati di pratiche innovative di lotta alla corruzione, di tutela dell’ambiente, di valorizzazione dei beni comuni, di integrazione inter-culturale e inter-religiosa…
Fino a tratteggiare una diversa immagine di governo, come ebbe modo di dire Chiara Lubich al Consiglio comunale di Trento nel 2001:

“La città, così, non viene governata dall’alto, ma è sollevata dal basso, e la politica assume il ruolo dello stelo che sostiene il fiorire delle iniziative pensate dai o insieme ai cittadini, diventa vero servizio unificando verso il bene comune gli sforzi di tutti.”

Un messaggio che guiderà i partecipanti a tradurre in azione politica la proposta di un nuovo modello di governance: una co-governance. Appuntamento tra due anni, quando l’iniziativa verrà replicata in Brasile.

Documento conclusivo: “Patto per una nuova governance”

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