fbpx

Personaggi amici

David Sassoli, la carità elegante e giusta

di Michele Zanzucchi

Nell’ultimo nostro incontro, a due passi da Santa Croce, a Firenze, assieme agli amici del Centro Internazionale Studenti Giorgio La Pira, avevamo parlato d’Europa e di giovani, di aspirazioni e di concretezze. Avevamo convenuto di rivederci a Sophia per un convegno da organizzarsi proprio con il Centro La Pira a proposito di fraternità politica: sapeva dell’esistenza dello IUS e da tempo desiderava venirci. Era un anno fa, o poco più, si usciva dal primo confinamento.

Con Sassoli ci eravamo conosciuti in occasione di un’altra morte, quella di Giovanni Paolo II, il 2 aprile del 2005. Conduceva la diretta sul Tg1, mi chiamò a parteciparvi. Per diverse circostanze ci trovammo soli, lui, Giuseppe Corigliano dell’Opus Dei e il sottoscritto. Restammo in studio dalle 22.30 alle 6 di mattina, dovendo dar fondo a tutti i nostri ricordi per “ammobiliare” una diretta infinita, che al solito Sassoli guidava con professionalità indiscussa e indiscutibile. Ebbi modo di apprezzare la sua calma e un autocontrollo fuori dal comune. Disse salutandoci: «Siamo riusciti a parlare di una morte con serenità e naturalità».

David Sassoli: il nome lo deve, a testimonianza della sua profonda cattolicità, alla riconoscenza familiare per l’amico, David Maria Turoldo. Era un esempio di giornalismo dialogante, Sassoli, aperto, rispettoso, deontologicamente ancorato al rispetto delle regole, anche elegante; un giornalismo sempre espresso con proprietà di linguaggio e garbo, quasi a dover chiedere scusa allo spettatore per ogni minima sbavatura stilistica o grammaticale. Le stesse doti che David seppe far fruttare nella sua lunghissima carriera politica, guidata da carità politica, direbbe papa Francesco, e da giustizia.

Tutta la famiglia accademica di Sophia si stringe attorno alla famiglia Sassoli per ricordarlo nel pieno della sua opera di umanizzazione della nostra società. Lui che è morto come un giusto

Menu
X