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Esce la sua monografia: «For Us and for Our Salvation: The ‘Christological’ Councils and Trinitarian Anthropology».

Tra le novità che segnano l’avvio dell’anno accademico 2018/2019 a Sophia, di rilievo è l’ingresso di un nuovo docente nel gruppo dei professori che concorrono stabilmente alle attività dell’Istituto. Con piena soddisfazione delle autorità accademiche e dei colleghi, Declan O’Byrne, teologo irlandese, ha assunto la cattedra di Teologia Sistematica a partire dal 1 settembre 2018.
Il suo percorso formativo lo vede impegnato, dopo gli studi giovanili in letteratura e filosofia, al Milltown Institute of Philosophy and Theology di Dublino, dove ottiene la Licenza con specializzazione in Teologia sistematica con uno studio sulla “Nozione di Persona nella Teologia di John Zizioulas”. Di seguito, O’Byrne consegue il Dottorato con la stessa specializzazione alla Dublin City University; la sua tesi dottorale – Spirit Christology and Trinity in the Theology of David Coffey” (Lang: 2010) – particolarmente apprezzata, decide la sua futura professione di docente di Teologia. Hanno uno spessore specifico gli anni che O’Byrne spende a Nairobi, in Kenya, dove insegna presso il Tangaza College e Hekima College (Catholic University of Eastern Africa).
Il suo impegno a Sophia prende avvio nel 2013, dove, accanto all’insegnamento, assume con competenza vari impegni. Attualmente è anche docente incaricato anche presso la Pontificia Università Urbaniana di Roma.
In occasione del suo incardinamento, viene pubblicato il suo volume monografico: For Us and For our Salvation: The “Christological” Councils and Trinitarian Anthropology, che ripercorre in profondità la storia della formazione della dottrina su Cristo e il suo rapporto con un’antropologia trinitaria. La domanda chiave è la seguente: in che modo la Trinità illumina la nostra comprensione dell’umanità? For Us and for Our Salvation affronta in modo originale la questione delle basi dogmatiche di una antropologia trinitaria, proponendo, dopo un denso percorso di chiarificazione, che esse trovino il loro fondamento nell’insegnamento dei cosiddetti Concili “cristologici”: Efeso (431 d.C.), Calcedonia (451), Costantinopoli II (553) e Costantinopoli III (680-1), che sviluppano l’insegnamento sull’economia di salvezza già implicito nei Concili di Nicea (325) e Costantinopoli (381).
Bisogna dire che la Teologia sistematica ha spesso cercato di rileggere le assisi conciliari come se le prime due riguardassero la comprensione della Trinità e le successive la costituzione interna di Cristo. Il libro di O’Byrne cerca invece di coglierne la continuità sotto la chiave di un’antropologia teologica pienamente informata dalla vita del Figlio Eterno fatto uomo. La salvezza è compresa come la partecipazione umana alla vita trinitaria, questa partecipazione è resa possibile non soltanto dalla rivelazione che Dio è Trinità, ma dall’economia della salvezza culminante nell’incarnazione e nella resurrezione di Gesù. Lontano dal relativizzare l’umanità di Gesù in favore della sua divinità, come alcune letture del dogma cristologico fanno sospettare, i Concili hanno inteso difendere la piena umanità di Gesù proprio in quanto fondamento di una nuova comprensione dell’umanità stessa.
Potremmo dire, dunque, che For Us and for Our Salvation narra il delicato processo che per tappe si è andato snodando per affermare, per così dire, la figura di “Gesù pienamente uomo”, in cui l’umanità raggiunge la pienezza nella vita trinitaria.

«For Us and for Our Salvation: The ‘Christological’ Councils and Trinitarian Anthropology»
Anno edizione: 2018
Pagine: 216
Editore: Urbaniana University Press
Collana: Studia

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