Dopo aver tenuto la lezione dal titolo “Le ali dell’unità per vivere il dialogo”, in occasione dell’ultimo appuntamento delle “Cattedre di Sophia”, il professor Mohammed Shomali, Presidente del Risalat International Institute di Qum, in Iran, e co-direttore del gruppo di ricerca “Wings of unity”, racconta in in un’intervista per il sito di Loppiano, il suo particolare rapporto con la cittadella fondata da Chiara Lubich, sede del nostro Istituto Universitario Sophia.

Prof.  Shomali, da quanto tempo conosce Loppiano?

La mia prima visita a Loppiano risale al 1999, quando siamo venuti per seguire una convention per gli amici musulmani del Movimento dei Focolari, a Roma. Era prevista anche la visita di un giorno a Loppiano ma con la mia famiglia decidemmo di rimanere più a lungo, per altre due-tre notti. E dopo questo, ho avuto altri incontri con gruppi diversi, in diverse parti del mondo ed è cominciato un rapporto d’amicizia profondo con il focolare nel Regno Unito.

Quale è stata la sua prima impressione?

Solo sentendone parlare mi ero già innamorato di Loppiano ma quando ho visto con i miei occhi la sua bellezza, questo amore è salito ad un altro livello. Con il passare degli anni, viaggiando

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