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Ragione e rivelazione al cospetto di Dio

È uscito presso Città Nuova Editrice, nella collana di Teologia, il volume Discepoli della via. Questioni e prospettive sul metodo della teologia (Città Nuova Ed., 2019) di Vincenzo Di Pilato, Professore stabile presso la Facoltà Teologica Pugliese e invitato presso l’Istituto Universitario Sophia per il corso Teologia e prassi del dialogo interreligioso. Eccone una presentazione tratta dalla Prefazione di Piero Coda.

La reimpaginazione della figura di Chiesa e della sua missione prodotta dal Concilio, dopo decenni di sperimentazione la più varia, chiede oggi infine una decisa e robusta re-inventio del metodo di cui la teologia per esser tale ha da vivere. Nella consapevolezza che esso, se per un verso dev’essere nella sostanza quello di sempre, proprio per questo per altro verso non può che essere oggi nuovo e fresco: per poter rispondere con slancio e fantasia, nella verità e con amore, a ciò che lo Spirito dice oggi di nuovo alla Chiesa e alla storia della famiglia umana.

Il pregio del bel saggio di Vincenzo Di Pilato, e la promessa che ci fa assaporare con gusto, derivano da questo: accogliendo con determinato ardimento e consapevole umiltà l’invito a questo deciso e lungimirante rinnovamento, riprendere ab imis la questione del metodo in teologia, istruirne con ben mirati e documentati colpi di sonda il concreto percorso storico, per poi abbozzare alcune pregnanti linee di sviluppo che, se scaturiscano dal cuore dell’evento sempre vivo e in atto di Gesù Cristo,  aiutino dall’altro  a tracciare con  coerenza ed effettualità i sentieri atti a esercitare oggi – insieme – la teologia per ciò che essa è. Insieme: e cioè nell’esercizio costante, gioioso e aperto del dialogo, dell’incontro, della compagnia di vita e di pensiero. Il compito che così ci si propone non è certo di agevole attuazione. Ma la cosa fondamentale è aver individuato e iniziare a riproporre ciò che è essenziale e dirimente nella vocazione e nel metodo della teologia.

Senza mai dimenticare – come con intensa evocazione invita a fare in queste pagine Vincenzo di Pilato – che la teologia, in definitiva, è come l’interpretazione musicale creativa di quello spartito musicale che Dio Trinità va scrivendo sulle righe della storia ispirandosi al disegno d’amore che da sempre e per sempre ha concepito nell’abisso di fuoco e di luce del suo cuore per squadernarlo una volta per tutte nell’evento di Cristo che si fa universale avvento di verità, giustizia e amore nello Spirito Santo. Perché la teologia, in fin dei conti, altro non è che l’esercizio umile e grato di un carisma gratuito che accende e ispira, nella recezione responsabile e costosa del Soffio di Dio nella carne del pensare dell’uomo, la diakonia di amore e verità del teologo alla Chiesa e alla famiglia umana.

Piero Coda

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