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Scuola di postdottorato

Una nuova tappa

«Dotarsi di laboratori per una rivoluzione culturale» (VG, 3): questa l’indicazione presente nella recente costituzione apostolica sulle università ecclesiastiche, la Veritatis Gaudium. Su questa linea da sempre anche l’Istituto Universitario Sophia si è orientato, attraverso tutte le sue attività, ma anche, in modo specifico, attraverso lo sviluppo di attività di ricerca, sostenendo ad esempio percorsi di perfezionamento postdottorale per giovani ricercatori in diversi ambiti disciplinari.

Dall’anno accademico in corso, però, si è avviata una nuova tappa che sta permettendo un arricchimento notevole delle attività di ricerca, grazie al rafforzamento della Scuola di postdottorato che accoglie attualmente 10 borsisti impegnati in aree disciplinari e tematiche di ricerca molto differenti tra loro.

La Scuola, diretta dal prof. Piero Coda, “si configura come un “luogo” interdisciplinare” – come si spiega nel suo Regolamento – “che promuove un itinerario di perfezionamento accademico, grazie al quale ricercatori in possesso del titolo di terzo ciclo (cioè di Dottorato) in discipline previste nel progetto accademico dell’Istituto Universitario Sophia o ad esse affini, s’inseriscono con un contributo originale nel programma di ricerca perseguito secondo i diversi indirizzi di studio dello IUS in conformità con il peculiare profilo epistemico che lo qualifica”.

Accanto all’impegno di ricerca personale, la Scuola prevede e favorisce attività scientifiche basate sul dialogo, in particolare attraverso la realizzazione di incontri bimestrali in cui i postdottorandi dialogano intorno ai propri lavori e riflettono su tematiche di interesse comune, anche alla luce di spunti offerti da studiosi affermati. I primi tre incontri si sono svolti in ottobre e dicembre 2020 e nel febbraio 2021.

Il 7 ottobre l’incontro ha visto la partecipazione anche del Rettore dell’Istituto Universitario Sophia, il prof. Giuseppe Argiolas, che ha evidenziato come la fase attuale della Scuola di postdottorato sia un modo per «rendere esplicita l’attività di ricerca, che rende Sophia quella che è», cioè «luogo di maturazione della Sapienza».

In questo senso ha sottolineato come l’inter e la transdisciplinarità siano i cardini di questa Scuola: «La connessione tra le discipline, nel desiderio di cogliere la loro dimensione comune, quella che le anima, le “illumina dal di sotto e dal di dentro” è qualcosa di cui c’è bisogno estremo. La ricerca a livello mondiale sempre più va in questa direzione. Dobbiamo tenere presente quest’esigenza nel rispetto dello status epistemologico di ogni disciplina e trovando le modalità e il linguaggio per mettere in luce, ognuno nella propria disciplina, una tale dimensione transdisciplinare. Dimensione che, in ultima analisi, può essere identificata con la sapienza. Ciò non vuol dire stendere una patina sulla propria disciplina, ma scavare nel proprio patrimonio, mettendosi alla scuola della sapienza».

Il Direttore della Scuola, il prof. Piero Coda, in occasione di questo primo incontro ha sottolineato la novità di questo cammino laboratoriale, improntato all’idea che «nessuno conosce se non nella reciprocità». Per questo ha suggerito, come primo passo, di avviare «un percorso di conoscenza reciproca», anche dal punto di vista disciplinare, degli interessi e del lavoro di ricerca che ciascuno svolge. «La novità di questa fase della Scuola – ha evidenziato ancora il prof. Coda – è che mentre finora abbiamo avuto uno o massimo due postdottorandi all’anno, ora c’è un gruppo».

Il programma di questo primo incontro ha poi previsto che due postdottorande offrissero i propri contributi: Noemi Sanchez, che ha conseguito un dottorato in ambito filosofico sul pensiero di Simone Weil, e Carina Rossa, pedagogista e ormai prossima alla conclusione della sua ricerca postdottorale sul pensiero pedagogico di papa Francesco.

Il secondo incontro, svoltosi il 10 dicembre, è stata occasione per cominciare a lavorare su un impegno comune, come Scuola di postdottorato, che si realizzerà in autunno prossimo, un momento laboratoriale di riflessione interdisciplinare sul tema del “terzo”. Si tratterà di verificare, nelle dinamiche profonde della relazione – senza ignorare l’importante contributo della teologia, della filosofia della mediazione e del dono, così come quello, variamente espresso, che viene dalla scienze umane e sociali – il rimando a e l’irruzione di quella trascendenza in grazia della quale non solo una realtà rimanda all’altra ma “accade” per e con l’altra, riconoscendo al “tra” della relazione un ruolo ontologico essenziale nell’effettuazione dell’ “in sé” e della relazione con “l’altro”.

Il terzo incontro, realizzatosi il 15 febbraio, ha dato modo di approfondire una riflessione del Prof. Coda sulla dinamica relazionale alla luce di intuizioni presenti nel pensiero di Chiara Lubich. Inoltre si è potuto dialogare sul lavoro di ricerca di Jonathan Michelon, postdottorando, esperto di processi formativi, che nella sua ricerca postdottorale lavora sulle forme di leadership ispirate a carismi, e procedere nella riflessione sul tema comune individuato per il laboratorio autunnale.

Il percorso intrapreso, sebbene solo all’inizio, appare appassionante. «Dagli incontri e scambi di questi primi mesi − sottolinea Licia Paglione, ricercatrice che supporta le attività della scuola assieme al dott. Gustavo Socias, dottorando in filosofia − si coglie la fecondità che può contenere una “spazio” di dialogo sulla base della stima reciproca e dell’accoglienza fraterna, sia come persone, sia come studiosi di discipline diverse. In modo inatteso crediamo nascano idee originali e piste di ricerca inedite. Un primo momento di verifica di un tale percorso sarà il seminario interdisciplinare del prossimo autunno».

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