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E’ entrata nel vivo l’attività di Servizio Civile Regionale, che impegnerà per otto mesi tre giovani toscani presso la sede dello IUS.

Rispondendo al bando pubblicato il 2 febbraio 2017 dalla Regione Toscana, per la prima volta anche Sophia si è candidata ad offrire un’esperienza di servizio civile. Il progetto presentato -“SOPHIA – Formazione a una Cultura dell’Incontro” – è stato approvato ed ora, a partire dallo scorso 19 giugno e per la durata di otto mesi, permetterà a tre giovani di affiancare il personale di Sophia in svariati servizi, finalizzati ad acquisire specifiche competenze.

Come auspicato, l’iniziativa che ha preso avvio lo scorso 19 giugno sta rappresentando per i giovani coinvolti una vera e propria “finestra sul mondo”, in virtù delle oltre trenta nazionalità che colorano la realtà a vocazione internazionale di Sophia.

“I tre giovani si sono inseriti con entusiasmo – commenta Maurizio Passarini, operatore di progetto dell’Istituto: – in questa prima fase si cerca di dare spazio alla formazione, sia generale che specifica. Una formazione prima di tutto attenta a illustrare la mission dell’esperienza, funzionale all’avviamento al lavoro nei tre ambiti dell’Istituto in cui i giovani sono inseriti”.

Le aree di lavoro che li vedono impegnati sono alcuni servizi di Segreteria e di Accoglienza, in particolare con attività di front-office, supporto e informazioni agli studenti, gestione e digitalizzazione dell’archivio; Biblioteca, con l’utilizzo dei software di archiviazione digitale e catalogazione libraria; Comunicazione, con l’organizzazione e la gestione di eventi, l’aggiornamento e la gestione sito e social network, la newsletter e i comunicati stampa. Servizi che prevedono anche una rotazione periodica, con la possibilità quindi di acquisire competenze diverse.

“Ci sembra importante che i giovani volontari in servizio civile prendano progressivamente conoscenza non tanto e non solo di ciò che si fa sul piano organizzativo per far funzionare un istituto universitario, ma soprattutto perché – spiega Passarini –. Da parte nostra c’è il desiderio di contribuire nel modo migliore possibile alla loro formazione e siamo entusiasti di averli tra noi”.

Nelle ore di attività, nei settori loro assegnati, ma anche partecipando ad alcuni momenti caratteristici della “community life” di Sophia, emergono molteplici e stimolanti esperienze. Non mancherà inoltre, durante l’anno, l’opportunità di vivere attivamente anche alcuni eventi di caratura internazionale come le cosiddette “Cattedre di Sophia”, occasioni di formazione e incontro a carattere scientifico con esponenti della cultura provenienti da tutto il mondo, ed altre iniziative condivise con la comunità accademica.

I ragazzi saranno impegnati fino al mese di febbraio 2018, dopo di che sarà possibile per altri giovani accedere al nuovo bando atteso.

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