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Sophia Web Academy – La scommessa ha funzionato

di Roberto Catalano
Fonte: https://whydontwedialogue.blogspot.com/ 

Negli ultimi anni non era mai successo che avessi lasciato un mese senza nuovi post sul blog. Giugno è stato ricco di scadenze e di impegni pressanti: articoli da consegnare, esami, convegni. Tutte esperienze ricche ed interessanti. La scorsa settimana mi è capitato di partecipare fra lunedì e sabato a quattro convegni, dei quali tre quasi in contemporanea. Uno addirittura a San Juan de Puertorico. Gli altri fra Bologna e Roma. Argomenti abbastanza diversi l’uno dall’altro: il ruolo delle religioni nell’attuale scena politico-diplomatica, i processi di decolonizzazione, il trentennale della pubblicazione della Redemptoris Missio, l’enciclica di Giovanni Paolo II. Ricchezza notevole nelle persone incontrate: vecchi amici e colleghi, accademici che vedevo per la prima volta, persone con cui ho condiviso anche momenti o avventure vitali importanti. Negli ultimi giorni, poi, sono intervenuti impegni accademici a Sophia: esami finali dei corsi residenziali e giornate conclusive di Sophia Web Accademy, il progetto lanciato come vera scommessa qualche mese fa e che, per il primo anno, è arrivato a conclusione.

Due impressioni in merito. Gli esami del corso di Teor-Etica per una cultura del dialogo sono stati motivo di profonda riflessione. Dopo 6 mesi di lezioni molto partecipate avevo proposto agli studenti di preparare riflessioni su uno degli argomenti del corso: identità, alterità, regola d’ora, fraternità e dialogo. La scelta era interamente lasciata all’interessato o interessata e sono emerse riflessioni molto personali, assolutamente diverse l’una dall’altra, molto creative e profonde. Durante i mesi di insegnamento, ho sempre sostenuto che il corso voleva essere formativo e non informativo e che il giudizio sarebbe stato sulla qualità del cambio di paradigma personale. Ho osservato evoluzioni personali inattese mesi fa, che si sono espresse su argomenti come intercultura o rapporti intergenerazionali, laicità e sentimento religioso, ecologia e altro. Quello che ho apprezzato è stato il vero cambiamento interiore, esperienza intellettuale e, spesso, anche spirituale che questi studenti hanno vissuto nel corso di mesi di interazione per quattro ore settimanali.

In questi ultimi tre giorni, poi, la grande sorpresa della conclusione di Sophia Web Academy (SWA). Dopo mesi di lezioni settimanali online che avevano testimoniato un grande interesse dei 120 studenti, la maggior parte dei quali fra i 50 gli 80 anni, i tre giorni residenziali erano attesi anche per un confronto ed una valutazione di questo esperimento. SWA, infatti, è stata la scommessa dell’anno per l’Istituto Universitario Sophia. Chi avrebbe detto che ce l’avremmo fatta? E, soprattutto, chi avrebbe potuto pensare che gli studenti stessi avrebbero accettato la scommessa restando fedeli fino alla fine. Circa una quarantina hanno sfidato il caldo canicolare del centro e sud Italia per vivere questi giorni a Sophia. Purtroppo, a causa del covid, ho dovuto seguire tutto da Roma. Ma ho potuto partecipare a ogni momento, fare il mio intervento con il giovane collega Marco Martino e svolgere gli esami, come era previsto. Gli argomenti affrontati in questi tre giorni sono stati dei più vari: un excursus sulla situazione geopolitica attuale, un dibattito su teor-etica e filosofia, un’apertura sull’ontologia trinitaria, uno sguardo sull’intelligenza artificiale, un dialogo fra teologia e arte, una riflessione fra maschile e femminile, uno spaccato sulla politica partecipativa ecc. Non sono mancati momenti distensivi coma una serata su Tarkovskij e una pizza con serata musicale. Fondamentale il momento di valutazione di questa prima esperienza web.

Anche per SWA sono stati gli esami (la maggior parte degli iscritti era semplicemente uditore) a mostrare il cammino fatto. Il corso con 180 ore di lezioni era tutt’altro che semplice e scontato. Interessante notare le acquisizioni degli studenti. Mi ha impressionato una delle studentesse più avanti con gli anni che ha rivelato una grande flessibilità intellettuale e spirituale che l’ha resa capace di acquisire non tanto nozioni, ma un nuovo modo di guardare a avvenimenti e situazioni e di elaborare la conoscenza aprendosi a strade impensabili per una persona della sua età. Ma lo stesso l’ho notato in persone più giovani che hanno approfittato di questa esperienza per rigenerarsi. E dire che io stesso avevo, in sede di progettazione, qualche dubbio sulla fattibilità del progetto che invece si è rivelato un vero successo.

Lo scorso anno avevo accettato l’invito di offrire il mio contributo presso l’Istituto Universitario Sophia perché, fra le proposte ricevute, era senza dubbio quello dove avrei meglio potuto realizzare quanto avevo a cuore: iniziare nuovi processi più che occupare spazi. E mi pare sia stato proprio così. Soprattutto i nuovi processi sono legati ai rapporti profondi costruiti, soprattutto con studenti sempre sensibili a cogliere pensiero ed esperienza in chi insegna. Non posso che essere grato a Chi ha ispirato questa scelta. Me ne sento immensamente arricchito.

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