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Together for a New Africa – Second Summer School

A cento anni dalla nascita, il suo messaggio continua ad incidere a livello mondiale. Si tratta di Chiara Lubich (1920 – 2020), la fondatrice del Movimento dei Focolari. Una chiara indicazione che un processo di cambiamento sociale efficace non si esaurisce in poche settimane, mesi, anni; qui si parla di un secolo e oltre, in cui si è fatta strada la forza di un’idea, l’idea dell’unità. Non possiamo parlare di “Together for a New Africa” (T4NA) senza nominare Chiara Lubich, colei che ha ispirato la nascita dell’università Sophia in Italia, dove hanno studiato i giovani africani che hanno avuto la prima idea di questo progetto.
Dal 27 dicembre 2019 e fino al 5 gennaio 2020, più di 100 giovani provenienti dall’Africa dell’Est (Burundi, Kenya, Rwanda, Sud Sudan, Tanzania, Uganda) e da altri Paesi, tra cui la Repubblica Democratica del Congo, Madagascar, Angola, Algeria, sono accolti dalla Mariapolis Piero a Nairobi in Kenya, per la seconda Summer School del progetto.

“African Identity and Leadership for Unity”: trascorse le prime giornate i partecipanti non danno cenno di fatica e proseguono nell’ascolto reciproco, nel lavoro di riflessione e scavo interiore, nel dialogo con i docenti, gli esperti e i tutor, nel continuo esercitarsi insieme: gli argomenti proposti sono numerosi e impegnativi. Si tratta di ripensare con le categorie della cultura dell’unità l’idea di identità e leadership in Africa, di autorità, di bene comune, di cittadinanza, di governance… A partire da un riferimento costante e alto: l’impegno a comprendere e tradurre oggi nella storia il disegno di fraternità universale che Dio ha impresso sull’umanità.
Accanto ai docenti di Sophia e di altre università africane della regione, partecipano alla settimana anche alcuni esperti del Movimento politico per l’unità, impegnati da tempo a dare continuità al progetto con il loro bagaglio specifico in ambito politico.
Alcuni titoli degli interventi in programma: “Le identità nel mondo di oggi”, “Co-leadership e Co-governance”, “Riscoprire la leadership nell’era della globalizzazione”, “Il bene comune e i beni comuni”, “Comunicazione e leadership”… Le aree tematiche sono varie e, ogni volta che si gira pagina, ci si immerge in una nuova prospettiva, mettendosi a confronto con approcci differenti, fare sintesi di percorsi diversi, accettando l’invito all’azione. Perché le idee si traducono in possibilità da implementare nei propri Paesi, per produrre quel cambiamento che – come ci ha suggerito il Mahatma – vogliamo veder crescere nel mondo e che deve cominciare da ciascuno. Una sfida ardita, ne sono tutti consapevoli, ma il primo passo è fatto: leadership significa anzitutto questo.
Partecipare all’intenso lavoro di questi giorni, allo scambio di esperienze, alle discussioni appassionate, alla progettazione e alle decisioni prese con energia e convinzione, è un vento di speranza: anche una questione così complessa come l’analisi delle vecchie e nuove esperienze di leadership civile, economica, politica in Africa appare accessibile. E possibile farsi guidare da una visione sapienziale per tratteggiare un nuovo stile di azione che sappia costruire pace e unità in uno scenario carico di potenzialità ma anche di dolori, e che in particolare i giovani di questo immenso continente sapranno trasmettere, facendosene protagonisti nella vita pubblica.
Ma “l’Africa non può esistere in isolamento e la nostra identità comunitaria non esclude il resto dell’umanità” – così si legge nell’appello finale -. “Le diverse identità e appartenenze che ci contraddistinguono come africani ci costituiscono anche come cittadini del mondo, fratelli e sorelle di ogni essere umano”. “La filosofia Ubuntu abbraccia non solo la nostra cerchia familiare di parenti, amici e conoscenti, ma allarga il nostro orizzonte per includere tutta l’umanità”.
Per questo, un’Africa migliore – governata da pratiche di co-leadership, trasformativa e comunitaria, – non potrà che tradursi in un mondo migliore.

Team Comunicazione T4NA

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