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Una giornata di fraternità vera

FONTE: https://whydontwedialogue.blogspot.com/

Mi era già capitato di trascorrere una giornata nella cittadella di Loppiano con musulmani di varie provenienze. In tempi lontani dal coronavirus si era arrivati ad essere anche alcune centinaia (ovviamente cristiani e musulmani insieme) in un clima di fraternità e di conoscenza reciproca. In qualche modo erano stati momenti quasi iniziali di un processo che ormai va avanti da anni. I protagonisti allora erano membri cattolici italiani del Movimento dei Focolari insieme a gruppi di musulmani provenienti da diversi origini (marocchini, tunisini, algerini, senegalesi, pakistani, bangladeshi ecc.) ma residenti nel nostro Paese. Vari già di seconda generazione.

Ieri a Loppiano ho avuto modo di trascorrere un momento altrettanto significativo con musulmani e cristiani provenienti da varie parti d’Italia per un convegno organizzato dall’Unedi (Ufficio nazionale per l’ecumenismo e dialogo interreligioso della CEI). Anche qui il cammino è ormai di lunga data e lo si è percepito subito fin dal momento dei saluti iniziali all’arrivo nella cittadella dei Focolari, mentre si prendeva un caffè o un tè con brioche e cornetti prima dell’inizio dei lavori. Le rappresentanze da parte musulmana erano di primissimo piano e a livello istituzionale. Basti pensare alla presenza di Abdellah Redouane, segretario generale del Centro islamico culturale d’Italia (Cici)e della Grande Moschea di Roma, di Yaya Pallavicini, Presidente della Co.Re.Is, dell’imam di Firenze, Izzedin Elzir, già presidente dell’Ucoi, ed altri fra i quali autorevoli rappresentanti dell’attuale dirigenza Ucoi. Di rilievo assoluto anche la partecipazione da parte cattolica con il Segretario Generale della C.E.I., Mons. Stefano Russo, insieme a don Giuliano Savina, segretario Unedi, e di vari coordinatori del dialogo fra musulmani e cristiani provenienti dalle diocesi italiane. Sono questi segni evidenti dell’importanza e del grado di priorità che questi contatti e questa esperienza di incontro rivestono per gli organismi ufficiali delle due religioni. I gruppi provenienti da diverse città e regioni (fin dalla Sicilia) mostravano di aver camminato insieme da anni. La giornata, quindi, come è stato fatto giustamente notare, è stata un punto di arrivo di anni di lavoro comune ed ha segnato un rinnovato impegno per il futuro. Un centinaio le persone presenti e molti coloro che seguivano via streaming o su canali social.

La mattinata è stata caratterizzata da saluti istituzionali e da due interventi che hanno proposto una riflessione cristiana e musulmana sul tema della giornata: Passi significativi: ambiente e cura del creato. Fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune. Mi ha impressionato, anche se ormai ci sono abituato, quanto fosse tangibile la presenza di papa Francesco. Il documento di Abu Dhabi sulla fratellanza universale e la Laudato si’, erano di fatto i punti di riferimento per tutti coloro che intervenivano senza distinzione fra cristiani e musulmani. La fraternità è stata la cifra di riferimento della giornata, non solo negli interventi, ma nello svolgimento minuto per minuto. Rapporti fraterni erano visibili e testimoniavano sia il cammino fatto assieme che una realtà che si è ormai consolidata a livello di territori, magari in piccoli gruppi ma caratterizzati da esperienze di vita e di impegno comune.

In tale senso è stato significativo il saluto di Mons. Stefano Russo che ha affermato con soddisfazione e sano senso di realismo: “La vostra presenza incoraggia e permette ai passi, che stiamo compiendo, di aver futuro e speranza”. Acuta l’analisi di Redouane che ha voluto sottolineare come la crisi pandemica abbia offerto agli uomini di fede l’occasione di riflettere sulla cura della nostra casa comune chiamandoli “a riconoscere e a pentirsi per i danni commessi contro il creato, in nome delle leggi supreme del mercato”. Ed ha aggiunto: “Ogni aggressione all’ecosistema è un male fatto nei confronti dei più deboli, soprattutto delle generazioni future”. Ma la parte senza dubbio più toccante è stata l’esperienza nei 14 gruppi tematici animati ciascuno da un musulmano ed un cristiano che hanno poi riferito in plenaria al pomeriggio. Si è trattato di incontri di qualità vera. Molti dei gruppi hanno continuato ben oltre il tempo assegnato e sono, poi, stati invitati a interrompere la condivisione per la partecipazione alla preghiera dei musulmani e alle Lodi dei cristiani. La discussione nei gruppi è stata serrata e su argomenti scottanti come la famiglia e il ruolo educativo che essa svolge, sulle responsabilità delle comunità religiose e delle comunità civili, sulle aspettative dei giovani ma anche su lavoro ed economia, ecologia spirituale e stili di vita.

Ma, come detto, sono stati i rapporti a farla da protagonisti come si è visto al termine del programma, verso le ore 16 quando sul lato della Theotokos, la chiesa di Loppiano, si è voluto piantare un melograno, come segno di pace e immagine della giornata di amicizia vissuta insieme. Il sole era cocente, eppure, tutti si sono attardati a discutere, parlare e condividere ben oltre i limiti del tempo previsto, con rischio di perdere treni ed aerei per il ritorno. L’anno prossimo la sfida della fraternità fra comunità cristiane e mussulmane continuerà a Lampedusa per toccare il problema scottante delle migrazioni e della cittadinanza. Intanto si continua a comminare insieme.

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